Recensione su I fratelli Grimm e l'incantevole strega

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4 Maggio 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La lieve insufficienza generale del film è comprensibile… ma non così tanto. Ci sono tante piccole cosette da non buttare del tutto: la trama non è così inconsistente, le vicende si seguono in modo lineare, i personaggi non sono originalissimi ma fanno simpatia spesso e volentieri (i due fratelli con il loro amore-odio dall’infanzia e la piccola gelosia per l’amore della ragazza, lei stessa dal carattere fermo e determinato, l’indeciso “torturatore” italiano che fa avanti e indietro verso i buoni e i cattivi, la vecchiarella di paese che ogni tanto manda molto volentieri una delle sue macumbe).
Molte altre cosette sono tralasciate ed alcuni aspetti non sono approfonditi: la possibile relazione amorosa (sono team Cercei-Joker) che poi viene lasciata, così, aleggiare nell’atmosfera finale; la questione dei fagioli magici e del passato dei due fratelli Grimm nel privato e nel campo della truffa; come abbia fatto la regina a costringere con la tortura gli abitanti del villaggio a svelarle le pratiche magiche se rinchiusa in una torre, da sola, e trenta metri di altezza e senza scale… ce ne sono molti, a pensarci bene.
Ma, e dico ma, sono stata quasi due ore spaparanzata sul divano stile matrona romana su quei vecchi divanetti d’epoca e non me ne sono accorta. Così è. Sufficiente.

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