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Recensione su Sono il numero quattro

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Niente di che / 2 marzo 2017 in Sono il numero quattro

Un titolo distribuito dalla Dinsey (tramite la solita Touchstone) e realizzato dalla Dreamworks che mi era del tutto sfuggito. Ma forse c’era un perché. La storia non è nemmeno male sulla carta: un ragazzo (Alex Pettyfer), proveniente dal pianeta Lorian, devastato dai Mogadoriani, viene mandato sin da piccolo sulla Terra per sfuggire alla minaccia. Con lui, altri 8 ragazzi. Lui è il 4° (da lì il titolo). Sulla Terra non vive con il padre, ma con un protettore (Timothy Olyphant). Quando il ragazzo si accorge, in modo spettacolare e parecchio “visibile” di essere la prossima vittima dei mostri, deve sfuggire per l’ennesima volta e ricominciare da capo la sua vita. Si trasferirà nella cittadina di Paradise, OH, dove, nonostante i consigli del precettore, vuole frequentare la scuola, perché, nonostante tutto, lui è comunque un ragazzo e vuole vivere. Lì incontrerà la bella ragazza di turno, lo sfigato di turno preso per il c**o dai bulli di turno – tutto avrà il suo perché comunque-, e, ovviamente, lì arriveranno anche i mostri, con il ragazzo che ha scoperto il suo potere. Sinceramente proprio niente che lascia il segno, un film che scorre tranquillo, ma prevedibilissimo, senza nulla di eccezionale, anzi. Un film di fantascienza che vuole essere un po’ un thriller, un po’ sentimentale, ma non ci riesce troppo. P.S. se avete visto parecchie esplosioni non sorprendetevi, è prodotto da un certo Michael Bay.

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