Recensione su Hunger

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30 Aprile 2013

Film del 2008 che ho avuto modo di guardare, per la prima volta, solo l’anno scorso.
Ammetto che in genere sono molto restia alla visione di questo tipo di film – “politico” – giusto perché la politica non mi è mai interessata (se non ultimamente e storicamente).

Innanzitutto, credo si capisca perfettamente che alla regia vi è un artista (ho sempre studiato arte, scolasticamente e non, quindi McQueen non mi è del tutto estraneo – in ambito artistico, per l’appunto. Lo conosco soprattutto come fotografo, è molto bravo.)

In caso a qualcuno interessasse, qui potete trovare alcuni dei suoi scatti e delle sue opere: http://steverodneymcqueen.tumblr.com/

Altra cosa che ho adorato sono le inquadrature strategiche ed il fatto che ogni cosa sia portata all’occhio dello spettatore per un motivo preciso.

Con McQueen è stato subito amore.
Ricordo ancora la prima volta che mi sono ritrovata a guardare la scena in cui l’agente di custodia, poggiato al muro esterno della prigione, fuma una sigaretta. Ricordo la neve, bianca, in contrasto con il nero dei pantaloni. Ricordo il dettaglio delle briciole, le ferite sulle nocche e i giochi di luce e fumo durante il monologo di Sands ed il colloquio con il prete.

Altra cosa che mi ha lasciata senza fiato è stata l’interpretazione di Fassbender ( consiglio la visione in lingua originale, il doppiaggio italiano non è granché).
Sono di parte? Certo che sono di parte.
Adoro Fassbender, credo sia uno dei migliori attori sulla piazza, al momento, e c’è anche da dire che interpretare in modo eccellente un personaggio del genere non è affatto semplice.
La sua mimica, l’espressività, la voce piena di sfumature, tutto in lui è in perfetta linea con il film.

Ho letto, in un’intervista, che per avvicinarsi allo Jung di A Dangerous Method (uno dei pochi flop di Cronenberg – pardon, Signor Cronenberg) – prima di cominciare a studiare seriamente la parte – abbia riletto la sceneggiatura all’incirca 250 volte, insieme a libri e saggi.
Mi chiedo quanto abbia sgobbato per un film impegnativo come Hunger, dai dialoghi essenziali, dove il linguaggio del corpo prevale sulla parola stessa.
Ho letto anche che ha dovuto seguire una dieta ferrea per perdere tutto quel peso. Prende molto sul serio il suo lavoro (come fanno in pochi ultimamente) e la cosa mi ricorda vagamente il modo Mortensen di approcciare il personaggio (ad esempio, durante le riprese di LOTR, Viggo non ha mai smesso di essere Aragorn, anche lontano dal set, spesso, indossava i costumi di scena).
Sto divagando, comunque.
Ritornando a Fassbender, mi piacerebbe vederlo interpretare ruoli del genere più spesso, di sicuro McQueen tira fuori il meglio di lui (basta guardare anche Shame, per capirlo).

Ieri ho visto Hunger per la seconda volta e credo potrei guardarlo anche una terza, una quarta ed una quinta volta. Non stanca.
Il mio voto, quindi, è 9.
Fotografia fantastica, cast ben scelto, tutto giusto.
Sto iniziando seriamente ad amare McQueen, non vedo l’ora di vedere il suo prossimo film in uscita (dalla regia mi dicono che nel cast, oltre a Fassbender, ci sia anche Benedict Cumberbatch – lo adoro).
Consiglio la visione di questo film, assolutamente.

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 6 Novembre 2013

    Quel che si dice una recensione perfetta, che sa catturare. Complimenti, Naima!

  2. Naima / 6 Novembre 2013

    @paolodelventosoest Grazie! Mi sono divertita a scriverla :3

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