Hunger

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Hunger

Il film racconta la storia di Bobby Sands (Michael Fassbender), militante dell'IRA, che durante la detenzione nel carcere irlandese di Maze diede luogo ad uno sciopero della fame coinvolgendo altri detenuti, con l'intenzione di fare riconoscere al governo inglese il loro status di prigionieri politici. Esordio cinematografico di Steve McQueen.
nenetm ha scritto questa trama

Titolo Originale: Hunger
Attori principali: Michael FassbenderStuart GrahamLiam CunninghamHelena BereenLaine MegawBrian Milligan, Liam McMahon, Karen Hassan, Frank McCusker, Lalor Roddy, Des McAleer, Helen Madden, Paddy Jenkins, Geoff Gatt, Rory Mullen, Ben Peel, B.J. Hogg, Billy Clarke, Ciaran Flynn
Regia: Steve McQueen
Sceneggiatura/Autore: Enda Walsh, Steve McQueen
Colonna sonora: Leo Abrahams, David Holmes
Fotografia: Sean Bobbitt
Costumi: Anushia Nieradzik
Produttore: Robin Gutch, Laura Hastings-Smith
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Storia, Biografico
Durata: 96 minuti

Fassbender non è solo un bell’uomo! / 22 Marzo 2017 in Hunger

Film molto crudo, non adatto a stomaci deboli.
Tratto dalla vera storia di Bobby Sands, un militante dell’IRA che nei primi anni 80 fu incarcerato e organizzò uno sciopero della fame affinchè i membri dell’IRA ottenessero riconoscimento di prigionieri politici.

Viene impersonato dal bravissimo Michael Fassbender, che a dire il vero non gli somiglia per niente.
Però poco importa, si mette in evidenza per la sua splendida interpretazione.
Memorabile la lunga chiaccherata con il prete, una scena che rappresenta la chiave di volta del film intero e che mi è rimasta veramente dentro come poche altre.

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MasterPiece / 17 Settembre 2015 in Hunger

Film capolavoro di Steve McQueen. Fassbender genio. Un colosso: uno tra i film più belli,drammatici e coinvolgenti del ventunesimo secolo. Mio film preferito senza ombra di dubbio. Esordio di regia mostruoso.

15 Dicembre 2014 in Hunger

Un vero e proprio film angoscia.
Bobby Sands, detenuto in un carcere irlandese, combatte per essere riconosciuto come prigoniero politico. La sua lotta passa attraverso diversi scioperi l’ultimo dei quali letale per lui e per altri suoi militante nella lotta.
Un film molto estremo ma intenso.
I silenzi, la mancanza di molti dialoghi, le sole immagini parlanti del dramma, le interviste della Lady di Ferro che li condanna come violenti e pericolosi…
Una macchia nera della storia inglese.
Da vedere.
Ad maiora!

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24 Aprile 2014 in Hunger

Questo film mi ha colpita come un pugno allo stomaco, e subito dopo Il Nastro Bianco di Haneke nella mia personalissima classifica, è stato il pugno più bello che abbia mai ricevuto.

Non dirò nulla di nuovo rispetto agli altri, ma McQueen, anche con Shame, dà grande prova della sua capacità nel mostrare la realtà nei suoi aspetti più crudi. Dura e senza veli, con immagini violente che riescono a colpirti. E’ difficile definire il suo stile: nonostante tanta brutalità (che poi non è esagerata, è nella quantita giusta), colgo sempre una certa eleganza e artisticità nelle inquadrature. Suona quasi come un ossimoro del quale pensavo fosse capace solo il già citato Michael Haneke, anche se sostanzialmente i due registi fanno scelte differenti su come mostrare la violenza al pubblico, ma entrambe efficacissime.

p.s. è la mia prima recensione, e la prima volta l’ho pubblicata erroneamente come commento sotto un altro utente. Chiedo umilmente perdono t.t

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La violenza dell’immagine / 15 Marzo 2014 in Hunger

Il debutto registico di McQueen è un film crudo, emotivamente violento, che scuote lo spettatore attraverso la pura potenza delle immagini. I dialoghi sono centellinati, ma nonostante ciò appaiono brillanti e significativi. L’operato del regista inglese è curato e le sequenze che scaturiscono dalla pellicola sono metaforici pugni e strette al cuore, ma racchiudono anche una ricercata bellezza (la scena iniziale, o il piano sequenza lunghissimo nella parte centrale del film).
McQueen è bravo anche a trovare un Micheal Fassbender che indossa senza problemi il vestito del martire e che non si fa scrupoli ad aggiungersi alla cerchia degli attori “mutaforma” del grande schermo (per la parte di Bobby Sands arriva a perdere 18 Kg).

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