Recensione su Hugo Cabret

/ 20117.3746 voti

Scorsese non è proprio la mia passione, una volta di più / 26 Febbraio 2012 in Hugo Cabret

Se non fosse per qualche passaggio nostalgico sugli albori del cinema (ma malgrado tutta la passione del caso, darei il mio sostegno a quei padri dell’analisi e dello studio della psiche che dovessero rivoltarsi nella tomba nel sentir dire che “i sogni vengono da qui”!)…

se non fosse per la seduzione romantica e senza antidoti a cui vado soggetta in caso di stazioni ferroviarie, vecchi treni a vapore, orologi – meglio se giganti, meccanismi, rotelle, incastri e per una discreta indole ad “aggiustare ciò che è rotto”…

se non fosse per un vago ricordo (ma vago… va beh, però c’è) della ricostruzione di Parigi, come quella di New York ai tempi delle Gang (malgrado il 3D – sigh 🙁 che disgrazia tutti quei troppo evidenti “teatrini finti”, anche se sospetto che, visto Méliès, fosse decisamente voluto)
se non fosse per qualche buona trovata (il poliziotto, canidi vari, folla che non si vede nemmeno nelle stazioni cinesi, corse mirabolanti con prospettive più che azzardate, e giù di lì)…

ecco, allora, boccerei questo film senza mezzi termini.

Perché:
– la storia è inconsistente. Un mero espediente per dire qualcosa che a un certo punto si presenta lì e bisognava mettergli un inizio e una fine… ma che c’entra il ragazzino, la vicenda in odore dickensiano, ecc., con la rievocazione degli albori cinematografici?

– e questo “Frodo 2”, occhioni azzurri-capelli neri-faccia bianca a luna troppo perfetta pressoché sempre identica?

– e questa “Ermione 2” con il “solito” stupido ma performante compagno di avventure quasi-harry?

– se poi mi soffermo a riflettere sulla questione “guarda come ti inganno con i trailer” (tendenza che da qualche tempo è troppo diffusa per i miei gusti) nel qual caso mi si attorciglia lo stomaco e mi arrabbio davvero: povero bistrattato spettatore, dato totalmente in pasto al movie-biz, e chissenefrega se si aspetta film, esperienza, significato, magari facciamo anche arte, va’… e non promesse da marinaio (ops, che scema, da illusionista, no Martin?)

– e poi, sarà che i fortunati – una volta tanto – siamo noi, con una città chiamata Torino a un tiro di schioppo in cui andare a visitare uno splendido, creativo, innovativo, godibilissimo, suggestivo e per di più completo Museo del Cinema, in cui ogni passo della nascita di questa meravigliosa invenzione è così ben testimoniato…

Insomma, Martin, ti perdono perché mi hai ricostruito l’incidente ferroviario del 1895 a Montparnasse il cui poster campeggiava sui muri della mia stanza di giovane studentessa (il doppio incubo di Hugo è un bel passaggio), ma non credi che si possa fare un po’ di più e soprattutto un po’ meglio?

8 commenti

  1. goldenirene / 4 Marzo 2012

    Oh, non sono stata l’unica ad associare il personaggio femminile a quello di Hermione… Non so perché ma questa ragazzina sembrava avere le stesse espressioni facciali della Watson.

  2. Stefania / 4 Marzo 2012

    E’ vero! 😀
    A voler essere davvero provocatoria, poi, ho ho trovato abbastanza superfluo il suo personaggio 🙁 Pensateci bene: togliendo la ragazzina, cosa cambierebbe? Nulla, mi pare.

  3. Lúthien / 5 Marzo 2012

    Beh, la ragazzina aveva la chiave XD

  4. wigelinda / 5 Marzo 2012

    Ahah, le saputelle hanno sempre la “chiave” 😉

  5. Stefania / 5 Marzo 2012

    @luthien: 😀 però, la chiave era della “nonna” (che nonna non era). Hugo avrebbe potuto vedere la chiave indosso alla signora, per esempio.

  6. Lúthien / 5 Marzo 2012

    Giusto. Dai era carina! Non siate troppo severe XD

  7. Serbilla / 7 Marzo 2012

    Sarà che sono andata a vederlo senza sapere assolutamente cosa fosse, quindi niente trailer bugiardo (che poi non li guardo mai), nessuna aspettativa, niente di niente, solo il vago ricordo di aver già sentito parlare di questo bambino, ma a me è piaciuto, sì dickensiano, però se non piace non piace – certe invenzioni son carine proprio però. Forse un po’ “lungo”. Concordo sulla bimba-Ermione, una figura pressocché inutile.

  8. Socrates gone mad / 24 Luglio 2012

    D’accordo con la tua recensione. Film esaltante e curatissimo sotto l’aspetto visivo (addirittura i colori ricordano quelli desaturati e monocromatici delle vecchie pellicole colorate a mano), vera miniera d’oro per i cinefili e i cacciatori di citazioni, chi ama il cinema non può commuoversi condividendo l’amore del regista, le ricostruzioni storiche sono praticamente impeccabili, il richiamo alla preservazione dei vecchi film, di cui Scorsese si occupa da molto, è lodevole, ma, ma… tutto il resto è invischiato in una densa e trita melassa disneyana che ha poco valore.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext