6 Recensioni su

Hostel

/ 20055.2342 voti
Hostel
Regia:

PECCATO / 3 Febbraio 2015 in Hostel

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film che si presenta come una commedia road-movie in uno sviluppo semplice si infonde di perversione.
Trama lineare ed originale a mio avviso, Hostel è un film horror che ho apprezzato molto seppur non appieno.
Non viene presentato alcun colpo di scena, si viene accompagnati nello svolgimento della trama man mano, privo anche delle classiche musiche ansiogene tipiche di molti film appartenenti allo stesso genere; eppure queste mancanze non sono difetti in quanto il film riesce a trasmettere comunque quelle emozioni che, lungi dall’essere paura ed ansia che conducono alle stereotipate mani davanti agli occhi o un salto dalla poltrona (quel che ormai ci si aspetta erroneamente da un film del genere), riescono benissimo a rientrare nell’horror in quanto tale, in tutte le sue sfumature, non solo la paura.
Ho apprezzato il film per la sua perversione e, come citato, per la sua originalità.
Sono riuscita a lasciarmi affascinare dalla deviazione mentale dei personaggi.
Peccato per alcuni dettagli, ad esempio quando Paxton e Kana cercano di scappare dalla “mostra” si vede un inseguimento che nel giro di due secondi finisce, perchè? mah slovacchi con l’Alzheimer; il poliziotto al blocco stradale che li nota e una volta vista l’auto vuota non provvede il alcun modo a fare NULLA perchè? mah poliziotti slovacchi con l’Alzheimer; il motivo per il quale i ragazzi decidono di andare all’ostello e fidarsi di un drogato di Amsterdam (ho apprezzato la perversione dei personaggi come detto, ma qui credo ci sia una mancata giustificazione(?!) a tutto lo sviluppo del film, i ragazzi vanno all’ostello per fare sesso con ragazze?! Gli avessero detto anche “in questo ostello c’è droga gratis o alcool gratis” avrebbe avuto un minimo di senso in più, ci sarebbe stato un motivo per il quale da Amsterdam questi prendono un treno per la Slovacchia quando ci sono delle ragazze a Barcellona per loro ).
Forse quel che mi spinge a farmelo piacere è la resa del film con non esagerato splatter, o forse proprio il tipo di idea sul quale ruota il film, persone da tutto il mondo pronte a spendere capitali per soddisfare le proprie perversioni, aderendo ad un club mondiale di sadici assassini.
Al fine dei titoli di coda il “Io ho guadagnato parecchio con te, perciò sei tu la mia puttana!” replicato è chiaramente una provocazione per lo spettatore e l’ho apprezzata parecchio, anche perchè sono una sfegatata fan dei titoli di coda adoro quando mi viene lasciato qualcosa lì 🙂
Tarantino che mi produce il film e ci trovo inserito Pulp Fiction, non ho parole u3u
8

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29 Marzo 2014 in Hostel

inutile schifezza consigliabile solo agli amanti dello splatter

11 Aprile 2013 in Hostel

Questo film non mi piace per niente! Mi piacciono gli horror che trasmettono ansia, suspense, paura….. non quelli che sono splatter e basta, dove c’è solo un’atroce sofferenza delle vittime, con scene disgustose e torture all’ inverosimile, ma ke, di fatto, non fanno paura per niente!

Terrificante / 8 Aprile 2013 in Hostel

Trama malsana ma allo stesso tempo appassionante. La violenza e il livello di sofferenza che questo film è capace di trasmettere arriva a livelli che non avevo mai provato prima.

Ammetto che arrivare in fondo è stato difficile anche se va detto che io soffro molto questo genere di film dove la tortura folle regna sovrana.

Se siete di stomaco forte guardatelo senza timore!

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22 Settembre 2011 in Hostel

Visto quando era uscito al cinema e Grossa delusione.
Forse il regista pensa che per fare un buon film basta mettere un pò di donne nude nella prima parte e parecchio sangue con particolari macabri nella seconda… Ma manca la cosa + importante: la trama (qualcosa di sensato almeno) ma non solo. Per un film di questo genere la suspense, il mistero e la paura dovrebbero prendere il sopravvento: invece prevale la noia e il disgusto in alcune scene.
Inoltre ci sono un paio di scene non propriamente naturali (che però non discuto per non anticipare troppo).
Insomma se oltre a qualche testa mozzata e qualche tetta qua e là cercate anche qualcosa d’altro non andate a vedere questo film.

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9 Marzo 2011 in Hostel

Roth riesce a tratteggiare i personaggi più atroci, irritanti e negativi di tutto il genere horror. E non sto parlando dei maniaci psicopatici, ma delle cosiddette “vittime”: si, avete capito bene, se mai in tutta la produzione horror-splatter è esistito qualcuno che si è ampiamente meritato quello che gli è capitato, sono loro, quei due odiosi americani, ignoranti e tronfi, e quell’idiota erotomane di islandese (che passerà alla storia per una sola battuta, pronunciata dentro alla sauna: “Ho fatto bene a depilarmi le palle!”). E, neanche a dirlo, sono proprio loro la debolezza del film: al di là della non eccellente recitazione degli attori, pesa come un macigno una sceneggiatura sciapa come un piatto di rape servite in salsa di rape…. torture, fiumi di sangue, trapani e motoseghe? Beh, sai che novità! Ma tolti questi tipici e scontati orpelli da film dell’orrore che rimane? Una sorta di “American pie” che non fa ridere, ma non fa neanche paura, e queste sono le due reazioni che ogni buon film dell’orrore dovrebbe suscitare nello spettatore, che cavolo lo sanno tutti!! Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere in proposito con Tarantino, chi lo sa che c’ha trovato….Unica trovata interessante: il bigliettaio del Museo della Tortura che vidima i biglietti con una mini-ghigliottina; e ci metterei anche l’uomo d’affari buon padre di famiglia torturatore della domenica che sul treno mangia un insalata di pollo in un modo familiare ad un personaggio del “Dracula” di Coppola, solo che il piatto in questione prevede ben altri ingredienti….avete indovinato? No?? Allora correte a guardarvelo, quello si che è un film!
PS: a ripensarci forse sono stata troppo cattiva, effettivamente qualcosa di brutto e disturbante in questo film c’è, ovvero una versione in una lingua che proprio non riesco a definire di “Stella stai” di Umberto Tozzi (si sente verso la metà del film, in discoteca)…probabilmente è stato il vero passo falso di Roth, dopo aver sopportato un ascolto del genere niente può fare paura più di tanto….

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