Recensione su Hostage

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Non male, dopotutto / 2 agosto 2015 in Hostage

Oramai le sceneggiature più originali sono diventate sempre più rare, ci si affida solo a remake, ad adattamenti da libri, fumetti e quant’altro…Hostage in fondo è uno di questi esempi, tratto dall’omonimo romanzo di Robert Crais si tratta di un thriller ad alta tensione e con una trama piuttosto complessa, con personaggi che ruotano tutti attorno alla “fortezza” creata da Walter Smith, un abile “trafughino”. Tutti diventano prigionieri di quella casa, dai suoi abitanti ai federali ai sequestratori stessi.
Non ho letto il libro di Crais(ma ho intenzione di farlo prima o poi, anche perché mi dicono avere un finale completamente diverso dal film…di nuovo questa moda di cambiare i finali dei libri), ma il film dello sconosciuto per me regista francese Siri mi è tutto sommato piaciuto, soprattutto dal punto di vista psicologico(la reazione del negoziatore che si ritrova a dover affrontare un doppio sequestro che lo coinvolge non solo dal punto di vista lavorativo, ma emotivo.
Tuttavia ci sono alcune cose che non mi hanno convinta, come il finale, ma tutto sommato posso ritenerlo un buon film.
Comunque Bruce Willis è sempre il solito, ha solo quelle tre espressioni facciali nel suo repertorio:
Sorrisetto ironico e sornione
Sguardo depresso
Sguardo sbarrato
Più in là non si va…

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