Recensione su Hong Kong colpo su colpo

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4 maggio 2015

Bisogna essere onesti nella vita, l’8% su Rotten Tomatoes ‘sto film non se lo merita. Cosa ci fa Knock off -Honk Hong colpo su colpo- alla 21st ? Semplice, trova la sua giusta posizione.

Knock Off è la seconda fatica, se così possiamo chiamarla, di Tsui Hark nel cinema americano nonché seconda collaborazione con Van Damme dopo Double Team – Gioco Di Squadra. Ve lo ricordate Double Team ? No, bene, avevamo tipo il Colosseo che esplodeva e Rodman che dice al figlio di Van Damme in fasce di portarlo a troie quando cresce. Avrò avuto tipo 6 anni quando vidi per la prima volta Double Impact e da quel momento mi sono sempre chiesto cosa passasse per la testa dell’uomo che stava dietro alla cinepresa (Tsui Hark all’epoca non sapevo neanche chi fosse) ma andiamo con ordine.

Ambientato in un momento particolare della storia cinese ed inglese, è una fase di transizione, è una fase che vede Hong Kong passare o meglio tornare alla Cina in Knock Out abbiamo un Van Damme pieno di figa, pettinato come un divo di Hollywood che recita in un film sull’antica Roma, in formissima, sempre in tiro. Van Damme fa la parte di un rappresentante di jeans ad Hong Kong che però è pure un po’ “mariuolo”. L’amico (quello sulla destra nella foto, per i meno attenti) pure lui è mezzo mariuolo, infatti vendono merci contraffatte. Il secondo però è un po’ più paraculo del primo, tanto che nel corso della trama si rivelerà essere un agente speciale della C.I.A.

La metà di voi ha già smesso di leggere, quindi parlo agli ultimi rimasti… una decina vista l’affluenza alla 21st ultimamente. Credo che il mondo non abbia capito bene Knock Off, se l’avessi visto a dieci anni probabilmente mi sarei fermato solo alle scene demenziali (e fidatevi, ce ne sono un bel po’, soprattutto nella prima parte) eppure al di là delle apparenze Knock Off è forse una delle più grandi celebrazioni del cinema action anni ’80 americano e non solo. Innanzitutto è una battuta a rivelarci la natura di Knock out e vi inviterei a guardarlo con occhi diversi il film, la battuta è la seguente: ehi, ti piacciono i film di 007 ? Si ma solo quelli con Sean Connery.

Ecco, Knock Off è un prodotto parodistico che si avvicina ad un film di 007. Van Damme impomatato e sempre pompato se la vedrà con una serie di minacce/complotti disseminati lungo la trama. Si va dalla mafia russa e cinese interessate a portare sul mercato americano delle merci di consumo camuffate da micro-bombe, ai servizi segreti deviati.
Ma Knock off non celebra solo e soltanto Sean Connery, celebra Peckinpah tanto che l’epilogo del film ambientato in una nave piena di conteiner ricorda Killer Elite del buon Bloody Sam fonte d’ispirazione del regista, di Woo e di chi più ne ha più ne metta. La regia è la ciliegina sulla torta, quasi cartonata, quasi fumettistica con delle scene in cui la mdp diventa gli occhi di una poliziotta incazz**e guarda dall’alto verso il basso il duo (la foto scelta) e la mdp ci accompagna nella scena.

Erano anni che io non mi divertivo così vedendo una pellicola, non dico che bisognerebbe rivalutare la pellicola di Tsui Hark e trasformarla in un capolavoro perché non lo è. Bisogna invece prendere K.O per quello che è, un film che strizza l’occhio al cinema ca**one di Peckinpah e alle pellicole di Bond, una pellicola in cui oreinte ed occidente si fondono, un prodotto in cui sono presenti una valanga di cliché (il russo cattivo, la corsa con i risciò fra le vie di Hong Kong e via dicendo) e di esplosioni fatte ad cazzum canis ma tutto sommato si lascia assaporare.

DonMax

https://www.youtube.com/watch?v=a5sN55eYqxw

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