Recensione su Holy Motors

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14 Giugno 2013

Dovendo giudicare il risultato finale non parlerei né di capolavoro né di porcheria, semplicemente di un film piuttosto mediocre: è attraversato da una cripticità costitutiva che, più che fondare una positiva apertura interpretativa, sembra incapace di dialogare col pubblico. Lungo la strada vengono disseminate alcune – pochissime – tracce di senso (la frasetta sulla “bellezza del gesto”, giusto per offrire un appiglio a qualche critico), ben attente a non dissipare l’effetto assurdo-disorientante, sapientemente costruito, con un intento anche giocoso che troppo spesso sembra scivolare nella farsa o – peggio – nella presa in giro (il patetico dialogo finale fra automobili).
L’effetto disorientante del film ha toccato il suo apice quando, nell’istante in cui sono uscito dal cinema, è passata davanti all’ingresso una limousine modello Lincoln – finestrino abbassato, mano femminile che saluta nella mia direzione. Per un attimo ho trattenuto il respiro e sognato che ne uscisse Kylie Minogue.

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