Recensione su Hitchcock

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16 Aprile 2013

Non lo si poteva intitolare semplicemente PSYCHO, anche se è vero che non è la biografia di HITCHCOCK. E’ più un “film sul film” che coglie l’occasione per parlare del regista e dell’uomo. Il dietro le quinte della realizzazione di uno dei thriller (perchè definirlo horror è una bassezza) più celebri della storia del cinema è un film in sè: sentimenti violenti, pulsioni, rabbia, desiderio di libertà, c’è un pò di tutto questo nel modo in cui l’uomo Hitchcock ha affrontato il suo lavoro più celebre.
In crisi di idee, Hitchcock va alla ricerca di qualcosa di diverso, di sperimentale e pulsante e si spinge così a fondo da mettere in gioco sè stesso, il suo equilibrio, la sua prosperità economica, la relazione con la moglie.
Man mano che si procede nell’iter realizzativo si impara qualcosa di più intimo sull’umanità nascosta dietro la macchina da presa: aneddoti e particolarità che fanno emergere anche la grande donna che si nasconde dietro ogni grande uomo.
Helen Mirren è Alma, la consorte di Hitchcock, in una delle sue interpretazioni più belle ed è curioso come a calarsi negli abbondanti panni di Alfred sia l’ex-hannibal Lecter, Anthony Hopkins. E’ magistrale la sua rappresentazione del maestro della suspence, in tutte le sue sfaccettature, dalla più umana alla più caricaturiale. Hopkins dà il meglio di sè (peccato non aver avuto una nomination agli oscar…) e il film forse fa vedere il meglio di “Hitch”.

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