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Recensione su Hereafter

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L’aldilà secondo Eastwood / 13 maggio 2011 in Hereafter

In realtà è un 6 per alcuni particolari:

1) Eastwood rischia ma tutto somamto non spreca il finale (non dico altro per non fornire anticipazioni e rovinare la sorpresa) come mi ero aspettato fino a metà film. Considerato che il produttore è quello Spielberg che un tempo ammiravo e che ora digerisco molto poco, ho temuto che il film scadesse e invece ho dovuto ricredermi.
2) La religione è uno sfondo con sfumature negative (vedi la scena del funerale). Eastwod non la butta in vacca tirando in ballo apparizioni, spiriti e vari e non decide di mettere in mezzo il Signore.
3) Quello che mi è piaciuto è che, sebbene il film si intitoli “Aldilà”, in realtà è un film sull’aldiqua, su come persone accomunate da situazioni più o meno drammatiche affrontano il tema della vita dopo la morte.
4) Non è il migliore Eastwood di sempre, anzi, forse tra gli ultimi film del “Leone” questo è quello che mi ha colpito di meno, ma il messaggio si coglie e il film, sebbene lento, non è noioso. Forse non approfondisce troppo alcuni aspetti ma non ne banalizza altri (il personaggio di Matt Damon, complice la bravura di una attore capace di affrontare sfide e ruoli sempre cangianti, è affascinante e non è ilsolito sensitivo di tanti film del genere).

1 commento

  1. Stefania / 14 maggio 2011

    Condivido tutto quel che hai scritto 😉
    Eastwood, secondo me, ha una sensibilità particolare: anche quando affronta temi “retorici”, riesce a sviluppare l’argomento con una visione originale, partecipata, ma oggettiva e mai patetica. Indulge sul dolore come una piuma.

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