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Recensione su Hereafter

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22 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film di Clint, il film di Clint!
Ci sono tre storie destinate all’intreccio. La reporter francese sfuggita alla morte per tsunami, che ormai non pensa ad altro che alla sua esperienza di pre-morte, ombre sfuocate nere su bianchi sfondi. Il ragazzino british a cui è stato investito il fratello gemello, ed è rimasto solo. E Matt Damon, sensitivo yankee sensibile che sussurra e sente i morti al semplice tocco delle mani, ma che non ne può più di quel suo dono. Svolgi i tre fili e poi concludi con un incontro il falso parallelo.
Detto di quanto Clint si sia scelto un tema ad altissimo rischio di ridicolaggine, tengo a puntualizzare solo su dettagli di ogni storia, in un film che nel complesso a me è piaciuto assai e su cui comunque tutti sembrano essere un po’ in disaccordo con tutti. E poi per i film di Eastwood sono, soddisfattamente anche, di parte.
La scena iniziale dello tsunami era perdifiatevole e tremenda e bellissima. Soprattutto per l’orsacchiotto di pezza che subacqueamente (avverbi un tanto al chilo qua) s’appropinqua sorridendo, del suo di pezza sorriso, a lei quasi-morta. Me la son sognata qualche giorno dopo, e sogno poco più che mai, quindi era un evento. E nel sogno mi salvavo pure U_U L’attrice, lei, si chiama Cecile de France, lo trovo un nome veramente insopportabile, degno di una persona da picchiare con una vanga.
“”Come ti chiami?”
“Cecile de France”
“Ma vattene affanculo va!”
Inoltre, innanzitutto, è belga. E poi era in quella serie di film teribbbile che ha forgiato l’immaginario europeo sull’erasmus, ossia quella facente capo a L’appartamento spagnolo. Che topa quella che prende il suo posto O_o anche.
L’ingresso in scena dei due ragazzini gemelli è pure un altro tocco di genio, con la scena dal fotografo di queste due facce uguali ma diverse da mille altri, la loro espressione intrinsecamente, anzi no, sotto-sottoemente (tié) malinconica, ma una simpatica e ciarliera e l’altra muta e silenziostupida. Quindi il bambino rulez.
E infine Matt Damon. Mi capita di avere qualche perplessità sugli attori scelti da Clint. Perché mai Matt Damon dovrebbe essere un sensitivo credibile? Solo perché assume un’espressione istupidita (il che del resto gli riesce assai bene)? E poi: è… bolso cazzo, è gonfio. Uno di quei palloni pieni di elio che vendono alla domenica in piazza. I sensitivi debbono esser gonfi? In una biografia dell’omino Michelin potrebbe recitare, non qua dentro, qua dentro perché, ca**o c’entra? Puoi passare dalla trilogia di Bourne blablablacy a fare il sensitivo???? Mi da fastidio, è come Angelina Jolie in quell’altro film che faceva la centralinista. Sì, sei la supertopa spaziale mondiale, e fai la centralinista. Sì sì. Guarda, pollice su, credici.
I destini non erano paralleli e si incontrano, dicevamo, le risposte son date ma non del tutto, perché in fondo è un film a tema e da quel punto di vista, della tematica trattata intendo, ognuno lo veda un po’ come gli pare e non rompa i coglioni.
Ciò non toglie che Clint *_*

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