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Recensione su Lei

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“Lei” e “Noi” / 18 marzo 2014 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho avuto la fortuna di poter ammirare quest’opera in lingua originale al cinema ed è stata una delle poche volte in cui sono uscito dalla sala totalmente soddisfatto (merito anche della straordinaria interpretazione vocale di Scarlett Johansson).
Questo film continua a suscitarmi riflessioni anche a distanza di giorni dalla sua visione a causa della molteplicità dei temi trattati, ma soprattutto a causa del modo in cui si trattano.
Spike Jonze ci trasporta in un futuro che ci sembra veramente vicino al mondo attuale, in cui gli uomini fanno davvero di tutto tramite la tecnologia.

Quando Samantha (Scarlett Johansson), essere esterno al nostro mondo fisico, comincia a fare domande a Theodore (Joaquin Phoenix) sull’amore, su cosa vuol dire condividere la vita con una persona, o cosa vuol dire perderla, lei si rende conto che non è in grado di capire queste cose perché non fanno parte della sua “programmazione”.
Ma sono cose che anche noi esseri umani siamo in grado di comprendere?
Ecco a cosa ci mette davanti “Lei”, ci mette davanti a noi stessi.
Ci sono molte cose che noi diamo per scontate o che non consideriamo nemmeno, ma quando un essere lontano dal nostro modo di pensare ci chiede di guardare nel nostro mondo questo ci crea disagio, è come se avessimo paura di esplorare noi stessi.

Il film esplora anche la potenza dell’amore, che va al di là del mondo fisico ed è in grado di trasformare le vite di tutti.
L’amore tra Samantha e Theodore a un certo punto naufraga non perché Samantha non possiede un corpo, ma più che altro perché Samantha non può avere un solo posto in cui stare.
Samantha all’inizio è costretta a non poter stare da nessuna parte, mentre successivamente, con l’aggiornamento del suo sistema, diventa capace di stare in innumerevoli posti diversi e di amare una quantità indefinita di uomini oltre Theodore.
La fedeltà e la fiducia sono le regole universali dell’amore, sia che questo sia tra due esseri umani o tra un essere umano e un sistema operativo.

In poche parole “Lei” è un film per chi vuole guardarsi dentro, arriva forte come un maremoto e scuote l’animo. Non so voi, ma penso che avrò in mente questo capolavoro per il resto della mia vita, complici anche una fotografia e una costruzione degli ambienti molto curate.

P.S: Una ulteriore nota di attenzione va data anche alla colonna sonora firmata dagli Arcade Fire che risulta perfetta e assolutamente in linea con l’atmosfera del film. L’unico pezzo cantato, “The Moon Song”, è anch’esso una piccola perla che rende questo film uno di quelli da vedere almeno una volta nella propria vita se la si vuole arricchire.

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