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Recensione su Lei

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5 maggio 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Theodore e Sam, lui impiegato in un lavoro buffo e romantico e fuori dal tempo, lei sistema operativo meglio di Windows Sette. Essai che roba, chissà se ha il prato fiorito. Perché è fantascienza poco più in là, questa di Jonze Spike, che la usa per parlare di relazioni. Se vogliamo il solito film relazionale dove il lui se la prende nel culo, sulla scia maledetta di 500 days of Summer (maledetta bottana!), quanti ci son rimasti sotto a quel film? Tutti ci si ritrovano, le donne per aver mollato e gli uomini per esserlo stati. Che diciamolo, a voi ste cose succedono. Probabilmente perché son tutti registi maschi, pure il film è nascostamente maschilista, perché finché dura la donna (OS) è perfetta in quanto è simpatica, intelligente e non rompe i cogli**i. GIUSTO! E non s’offende, oh, cheppalle, ‘ste tipe che s’offendono. Phoenix è hipster sfigato e pazzesco a tenere materialmente la scena, la Scarlatta è tutta voce voce che attizza ed è pure intelligente. E non s’offende! Ah no, scusate. La supercittà ripresa dall’alto è Shanghai (e in effetti me lo ricordo, che dall’aereo si vede uguale. Cazzo ci fanno con tutti quei grattacieli a specchio), la società, questa società dove Theo si specializza in solitudine, è a metà tra il tecnofuturo e un pastelloso stile anni settanta, nei vestiti e mobili. Società dell’incubo venturo prossimo, di tutti soli ed eterni trentenni, tutti cool e giovani e belli e informali, sembrano usciti dalla pubblicità della Apple (non quella 1984, quelle recenti) o dalle architetture cromatiche minimali di un doodle di Google. I vecchi sono stati deportati. Per la ricercatezza, di trama e scenografia maniacale, per due personaggi che parlano tra loro in scena, dei quali uno nemmeno esiste, ma ugualmente quasi “fanno” la scena, gli si perdona il tirarla un poco per le lunghe e la difficoltà nella chiusa. E poi beh, lui vive in questo mondo dove sono tutte gnocche, persino le 35enni a caccia; ma si mette col computer. Perché è più facile, l’hai comprato, e poi siamo timidi, ecco.

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