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Recensione su Lei

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19 marzo 2014

Una pellicola meravigliosa. Straniante e al contempo profondamente commuovente, capace di creare impensabili empatie e di rompere il muro della nostra incredulità più e più volte, spalancandoci le porte verso una riflessione dolce – amara sull’amore e sulla natura umana.
Questo è uno di quei film in cui l’autore, che è qui anche regista, si può dire che abbia lasciato un segno profondo, aiutato anche da un Joaquin Phoenix in stato di grazia.
Jonze immagina l’estrema beffa della tecnologia sull’uomo, ammaliato dalle infinite possibilità di un progresso che tocca la sua solitudine e che diventa pericoloso nel momento in cui tende ad un’umana infinità e poi, dallo stesso, ferito, straziato.
Ma l’autore si spinge oltre, portandoci a riflettere sull’amore e sulla natura umana.
Amore inteso, nella sua più profonda esternazione, come sentimento che non snatura, che ci avviluppa accettando la nostra unicità, senza tentare di cambiarci. E questo al di là di qualsiasi ulteriore connotazione personale.
La nostra natura è limitata sebbene aneli all’infinito. Siamo esseri materialmente finiti ma dotati di un’anima che non conosce confini e per questo siamo spinti verso ciò che è privo di limiti. Ma questa nostra parziale finitezza è anche la misura di ciò che il nostro cuore può realmente sopportare o gestire.
L’amore va al di là delle nostre reciproche differenze, ma non dobbiamo mai rinnegare la nostra natura, la nostra umanità.
Fantastica la sceneggiatura, non a caso premiata con l’Oscar, e davvero minuziosa la regia, attenta ai dettagli e a cogliere e valorizzare le molteplici sfumature espressive di Phoenix, sulle cui “ali” il film decolla, sollevando letteralmente lo spettatore da terra.
Un film di grande impatto ed atmosfera, davvero unico e, per quanto mi riguarda, mai lento o dispersivo.
Lo consiglio, è un’esperienza visiva prima ancora che una pellicola di grandissimo pregio.

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