2004

Hellboy

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Hellboy
Hellboy

1944. Un misterioso rituale esoterico messo in atto da un gruppo di nazisti consente a una piccola creatura di origine demoniaca di entrare nel nostro mondo. Il piccolo demone viene chiamato Hellboy, viene sottratto ai soldati tedeschi e portato in salvo da uno scienziato, il Dott. Broom. Cresciuto, Hellboy entra al servizio del Broom's Bureau, un ufficio segreto deputato alla difesa del mondo dal paranormale.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Hellboy
Attori principali: Ron PerlmanJohn HurtSelma BlairRupert EvansJeffrey TamborKarel Roden, Brian Steele, Ladislav Beran, Biddy Hodson, Corey Johnson, Brian Caspe, James Babson, Doug Jones, Ellen Savaria, Kevin Trainor, Stephen Fisher, Garth Cooper, Angus MacInnes, Jim Howick, Rory Copus, Santiago Segura, Mark Taylor, David Hyde Pierce
Regia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura/Autore: Guillermo del Toro, Peter Briggs, Mike Mignola, Peter Briggs
Colonna sonora: Marco Beltrami
Fotografia: Guillermo Navarro
Costumi: Wendy Partridge, Inka Bratková
Produttore: Mike Richardson, Lawrence Gordon, Lloyd Levin, Patrick J. Palmer
Produzione: Usa
Genere: Azione, Commedia, Fantasy, Supereroi
Durata: 122 minuti

Il parco giochi di del Toro / 17 Maggio 2019 in Hellboy

Arrivo al primo Hellboy di del Toro un po’ fuori tempo massimo. Nel frattempo, i cinecomic si sono evoluti decisamente e, forse, il tono cartonato di questo film sa già di datato, nonostante siano trascorsi “solo” 15 anni dalla sua uscita. Per esempio, X-Men di Singer, che è del 2000, mi pare abbia retto meglio il trascorrere del tempo, ma mi rendo conto che la ricerca estetica e l’approccio alla materia dei due registi sono diversi fra loro e che un paragone di questo tipo non è del tutto centrato.
Purtroppo, non ho mai letto un solo albo del fumetto originale, quindi non ho idea di quanto il film sia fedele alla matrice.

Per portare in scena la creatura di Mike Mignola (che ha partecipato al film come supervisore), mi pare che -fin dalle musiche originali- del Toro abbia deciso di attingere a un certo genere di cinematografia, cioé le storie d’avventura hollywoodiane anni Trenta-Quaranta, quello stesso filone a cui, in un revival non sempre azzeccato, hanno attinto a più riprese produzioni multimilionarie di genere come Le avventure di Rocketeer (1991), Sky Captain and the World of Tomorrow (2004) e la saga di Indiana Jones di Spielberg.
In questo lavoro ad alto budget (il film è costato più di 66 milioni di dollari e ne ha incassati poco meno di 60 negli Stati Uniti, rientrando di poco nelle spese grazie ai botteghini internazionali), del Toro deve essersi divertito come un pazzo a mischiare artigianato e tecnologia di (ai tempi) ultima generazione.

Scenografie, make up e costumi sono la cifra del miglior cinema del regista messicano, amante del “saper fare con le mani”: attingendo al repertorio formale déco per caratterizzare ambienti urbani e interni e lavorando abbondantemente in studio, del Toro non ha avuto paura di usare e mostrare la bellezza e l’artificiosità delle scenografie posticce create da sapienti maestranze cinematografiche. A scorrerla, appare chiaro che la filmografia di del Toro è un bel parco giochi in cui lui si diverte puntualmente a portare in scena le proprie passioni (fumetti, anime giapponesi, b-movies, illustrazione…) e a mostrare quanto e come il cinema sia capace di creare altromondi di cartone.
L’uso della computer graphic è funzionale a tutto questo e, pur con qualche discrepanza (vedi, l’animazione dei mostri, particolarmente fluida quando è affidata al computer), si fonde bene con le soluzioni tecniche più tradizionali adottate.
Insomma, nei film di del Toro si capisce sempre che esiste un confine molto netto tra rappresentazione e realtà: lo schermo è lo specchio di Alice, quello in cui si cade per entrare in un Paese delle Meraviglie correttamente inquietante (l’immortale ninja nazi senza palpebre e sabbia al posto del sangue è fantasticamente da incubo e, poi, ci sono morti truculente a ogni passo).

In fin dei conti, si lascia guardare con il sorriso: Hellboy mi è sembrato un film molto sofisticato e curato dal punto di vista tecnico, ma particolarmente ingenuo sotto l’aspetto narrativo. Del Toro ama le storie à La Bella e la Bestia, è assodato, ma l’aspetto favolistico, qui, va un po’ ramengo e, pur essendo inizialmente abbastanza marginale, irrompe nella storia per diventare senza troppo senso di continuità il perno del racconto, a discapito della rappresentazione del conflitto (in potenza più interessante) tra l’antieroe e il villain. Rasputin si rivela un nemico abbastanza innocuo e lo scontro continuo tra Red e i demoni (che di demoniaco hanno ben poco e che assomigliano più a calamari kaiju in arrivo dallo spazio profondo) ha poco di infernale e, piuttosto, sembra un lungo match di wrestling con mazzate a cinque dita e poco più.
In realtà, anche l’identità di Red non è perfettamente sbozzata: è uno spaccone forzutissimo dal cuore buono, capace di slanci molto generosi, che incassa un sacco di botte ed è immune al fuoco, ma che, spesso, nel corso del film, non sembra particolarmente capace in qualcosa.

Nonostante il trucco pesantissimo e il notevole apparato del suo costume, il viso caratteristico di Ron Perlman emerge chiaramente dal volto di Hellboy.
Selma Blair è correttamente malinconica. John Hurt fa il suo dovere. Bellissimo (in molti sensi) Abe, l’uomo pesce del fidato Doug Jones, fratello gemello (parlante) della creatura (muta) de La forma dell’acqua (2017). Sciapissimo (non solo per demerito dell’attore) l’agente Myers di Rupert Evans.

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Divertente e fatto bene / 15 Marzo 2017 in Hellboy

I nazisti si sa, hanno l’abitudine (anche nella realtà) di interessarsi alle cose occulte (Indiana Jones ne sa qualcosa). E’ l’incipit anche di questo film: i nazisti, guidati dal redivivo e famigerato Rasputin, stanno aprendo un portale verso l’aldilà. L’attacco alleato li ferma e la minaccia per il momento è scomparsa. Nel portale però qualcosa è arrivato, ed è un piccolo diavolo, che verrà adottato dal professor Bruttenholm. Nasce così Hellboy, chiamato anche Red. Si passa ai giorni nostri. I nazisti (con il fantastico Karl Kroenen, che a me ricorda una specie di fusione tra Darth Vader e uno dei Daft Punk) richiamano Rasputin e sono pronti alla vendetta. Nel frattempo Hellboy (Ron Perlman, incredibile, ma fa un film bello) è cresciuto, e vive con il vecchio professore (il recentemente scomparso John Hurt) nel centro di ricerche sul paranormale, dove sono conservati oggetti e creature appunto misteriose (come l'”uomo pesce” Abe). Un giorno un giovane agente della FBI, Myers, viene trasferito in quello specifico reparto. Impacciato, sorpreso dall’ambiente, all’inizio non sa bene che fare. Ma si ritrova presto in azione, perché i nemici di Hellboy, che nel frattempo, anche se diavolo, lotta contro il male, pullulano. Saranno due ore veramente ricche di divertimento e spettacolo, con un gran bel mix di comedy, action, fantasy ed horror. Hellboy è tanto forte quanto divertente quando ci si mette, ma è anche malinconico, e c’è un motivo. Un piccolo capolavoro nel suo genere direi, Guillermo Del Toro del resto in questo ambito se la cava sempre molto bene!

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23 Maggio 2015 in Hellboy

Belle animazioni bella storia

22 Maggio 2012 in Hellboy

Bel film diretto da Guillermo Del Toro (Blade), un mix tra azione e humour con una buonissima definizione dei personaggi.
Però essendo basato su un fumetto, un film non basta per descrivere pienamente i protagonisti. Del Toro trascura forse un pò l’azione per cercare di definirli meglio.
Hellboy è sicuramente il protagonista, interpretato dal bravissimo Ron Perlman voluto a tutti i costi da Del Toro e Mignola (il disegnatore del fumetto). Questo “ragazzo” sputato dall’inferno e che si ritrova a combattere i nazisti, Rasputin e creature malvage. Fuma sigari e spezza la tensione con battute tipo Serious Sam (un videogioco per chi non lo conoscesse).
Poi c’è la sua amata Liz Sherman che si infiamma un poco quando si arrabbia; interpretata da Selma Blair che esce un pò dai soliti film horror.
Troviamo il pivello John Meyers che cerca a mano a mano di catturare la fiducia di Hellboy.
Ci sono anche il professor Brutt e l’anfibio Abe Sapien capace di leggere nel pensiero.
Ma anche i nemici sono ben tratteggiati:
Rasputin, il ninja (mi sfugge il nome) e la donna sposa di Rasputin “condannata” all’eterna giovinezza.
Il film è a tratti avvincente e a tratti divertente, non annoia e piace molto.

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Fumettone / 13 Febbraio 2012 in Hellboy

ma divertente anche se devo dire la verità che l’eroe un po troppo coatto e smandruppone ha un po’ fatto il suo tempo.
Comunque carino e belli gli effetti speciali.