Recensione su Hell or High Water

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Coyote in giacca e cravatta / 27 marzo 2017 in Hell or High Water

Film onesto di antieroi disperati, che, oltre a illustrare le iniquità bancarie che coinvolgono i protagonisti, usa qualche inquadratura ricorrente di lande urbane e suburbane desolate e di cartelli posti ai bordi delle statali che pubblicizzano finanziamenti, per rimarcare le gravi e inevase responsabilità di uno Stato lontano che sembra ignorare le politiche sociali e l’assistenza ai membri più disagiati della comunità.
Se, un tempo, i cowboy e i pionieri dovevano vedersela essenzialmente con condizioni di vita proibitive per via delle avverse caratteristiche fisiche, geografiche e climatiche dei luoghi, adesso i neo-cowboy delle praterie del Sud degli Stati Uniti devono fare i conti con coyote camuffati ma altrettanto letali, a proprio agio in giacca e cravatta.

Al di là di queste blande ed eppure azzeccate metafore, il film di Mackenzie intrattiene a sufficienza, ma gli rimprovero una certa incompletezza di fondo, una sorta di “vorrei ma non posso” nello sviluppo della situazione che non sembra sia stata pensata per osare sul serio, proponendo in maniera non particolarmente vivace cliché abbastanza convenzionali (in particolare, vedasi lo sceriffo sulla via della pensione con un fiuto da segugio che tante ne sa perché tante ne ha visto).

In questo senso, fatico un po’ a spiegarmi le 4 nomination del film agli Oscar 2017: anche Bridges, seppur adeguato al ruolo, non mi è parso tanto convincente da meritare una candidatura. Vabbuò.

(Sei stelline e mezza)

4 commenti

  1. TraianosLive / 4 agosto 2017

    @Stefania non sarà che netflix, in cerca d’affermazione come major cinematografica, abbia calato moneta pesante sulla accademy? sai…a pensar male si compie peccato…però 4 nomination sono sospette 😀

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