Recensione su Heat - La sfida

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Los Angeles in blue / 30 Marzo 2016 in Heat - La sfida

Questo film è per me l’esempio lampante di come cambiano i nostri gusti nel tempo. Quando lo vidi al cinema lo trovai noiosissimo, forse mi addormentai in sala; rivisto vent’anni dopo (e con parecchie miglia di pellicola in più nel mio bagaglio culturale) posso gustarne degnamente forma ed essenza.
I film di Mann sono riconoscibili per la fotografia livida, con quella inconfondibile tavolozza di verdi e di blu che catturano la Los Angeles notturna, per il sonoro peculiare – commento musicale sempre molto ricercato, persistente e a bassa intensità, dialoghi ovattati – e per il campionario di inquadrature che denotano il tocco artistico, vagamente inquieto, che non si accomoda mai nell’ordinario narrativo. Qui il centro della scena ovviamente è occupato da due giganti del cinema hollywoodiano; personalmente trovo che Al Pacino con Mann abbia tirato fuori il meglio di sè (si veda anche la sua magistrale interpretazione in Insider), con una gestione formidabile di eccessi d’ira e sangue freddo, mentre De Niro – comunque grandissimo – ritorna un po’ sempre allo stesso personaggio. Grande cast intorno, sul quale si distingue un efficacissimo “brutto sporco e cattivo” interpretato dal viscido Kevin Gage, scene d’azione strepitose ad alto tasso di adrenalina.

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