?>Recensione | Harold e Maude | Cult black comedy

Recensione su Harold e Maude

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Cult black comedy / 10 luglio 2015 in Harold e Maude

“Io non sono mai vissuto. Sono morto, qualche volta”. Un diafano ragazzo col senso del macabro e una vecchietta supersprint, uniti da una insana passione per i funerali, incrociano le loro strade in una romantica commedia nera, capolavoro del cinema grottesco. Ashby riesce a imbastire un incredibile inno alla vita partendo dalle peggiori premesse, come solo i grandi narratori possono fare; il greve bozzolo di una esistenza da psicanalisi si trasforma assumendo i contorni della poesia più bella, bizzarra e anticonvenzionale, dispiegando le fragili ali di un amore gerontofilo. L’humour nero, denso di velenoso sarcasmo, fece storcere il naso a più di qualcuno, compreso il mio critico di riferimento Roger Ebert il quale affibbiò alla pellicola una misera stellina e mezzo (è la prima volta che mi trovo in totale disaccordo con lui; sono quasi preoccupato).
La coppia di protagonisti è ovviamente strepitosa, Ruth Gordon è adorabile.

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