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Recensione su Happy Family

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Pensavo fossero i Tenenbaum e invece era… / 20 giugno 2011 in Happy Family

Salvatores che prova a fare il Wes Anderson della situazione, con quadri mono o bicromatici (rosso, rosso e bianco, bianco e avorio, verde e giallo…), scenografie ricercatamente kitsch, costumi spiritosi e dal vago sapore d’antico.
Film ultra-corale con spunti belli e e, a tratti, parecchio divertenti.
Abatantuono è riuscito a farmi ridere ad ogni sua pur insignificante battuta: quando c’è il phisique du role
La Signoris è qui francamente sprecata, mentre la Buy è moderata e credibile, De Luigi è troppo piacione, la Bilello sta davvero bene coi capelli rossi (ed il suo abitino color carne è delizioso), Bentivoglio sembra spassarsela un sacco, nella sua flemma, perfino Sandra Milo c’azzecca!
Bella la sequenza milanese notturna, una cartolina affatto banale per una città troppo spesso preda di cliché estetici.

Allora, perché solo una sufficienza stiracchiata?
Il loft.
Il loft milanese in cui vive il De Luigi autore.
Quanto di più artificioso possa esistere al cinema.
Un loft abitato da un single.

(Che sia quello usato da Aldo, Giovanni e Giacomo in Chiedimi se sono felice? Meglio non indagare o scendo a cinque stelline)

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