Recensione su Happy Family

/ 20106.5286 voti

Il teatro al cinema / 29 dicembre 2012 in Happy Family

Ezio, il narratore della storia e scrittore le scaneggiatura a cui sta lavorando, si scontra con due famiglie, diametralmente opposte tra loro, accumunate dalla volontà dei rispettivi figli sedicenni di sposarsi prematuramente, legati da un apparente forte amore. La loro forte amore porterà le famiglie amettere in discussioni i sentimenti e i rapporti con il prossimo.

Gabriele Salvatores ci regala una commedia pirandelliana, nella quale i personaggi dialogano costantemente con lo scrittore, il quale grazie a loro viene portato in un viaggio nel suo io interiore, come se ogni carattere sia una parte di sé stesso e della sua esistenza. Un film che più che altro è un’opera teatrale, girata con gli stessi ritmi e con un uso sapiente della fotografia e dei colori: il giallo, il rosso, il verde e il bianco scandiscono il ritmo e l’intensità delle scene, aiutando a diversificare ancora di più il momento narrativo in esse contenuto.

Un bel film, un Salvatores diverso da come l’avevamo lasciato con Mediterraneo e Io non ho paura, ma comunque sempre innovativo e sperimentatore, caratteristica primaria del regista. Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy, proveniente loro stessi dal teatro, non hanno messo in ombra gli altri interpreti, Diego Abatantuono (all’ennesima collaborazione con Salvatores, quasi una certezza), Carla Signoris e Fabio De Luigi, che nonostante la sua indole comica, ci ha fatto vedere un lato più malinconico e “serio” di sé.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext