2010
12 Recensioni su

Happy Family

/ 20106.5290 voti
Happy Family

Bello / 18 Gennaio 2018 in Happy Family

Davvero bello. E’ allo stesso tempo comico ma non troppo, drammatico ma non troppo. Un ottimo Fabio de Luigi, contornato dai vari Diego Abatantuono, Alice Croci, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Valeria Bilello………… “esperimento” riuscito quello di Salvatores.

Un film di Sal Andersatores / 23 Aprile 2016 in Happy Family

Un conto è il citazionismo…un conto è mutuare lo stile, il ritmo, le inquadrature, le scenografie, le musiche e addirittura gli attori (non ditemi che Gianmaria Biancuzzi non è la controfigura di Jason Schwartzman). Ho trovato irritante questa mancanza di autorialità da parte di un regista affermato come Salvatores. Salvo solo il cast…per il resto è solo un esercizio di riproduzione e ricalco.

La scena al pianoforte è l’unica che mi ha colpito in positivo.

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Personaggi & Colori! / 2 Aprile 2016 in Happy Family

Se non fosse stato per Salvatores,la vera commedia all’Italiana sarebbe già morta. Ci ha regalato pellicole come “Marrakech Express” , “Puerto Escondido” , “Amnesia” e non da meno questa HAPPY FAMILY. Commedia Astrusa, Strana e Bizzarra,ma diretta fenomenalmente e altrettanto Interpretata!

Un film, un quadro / 31 Maggio 2014 in Happy Family

Mi è parso un po’ di stare in un museo guardando questo adorabile film; premetto che nutrivo forti dubbi già dalla locandina, odiando le solite commedie italiane tutte uguali e banali, eppure sono rimasto piacevolmente sorpreso da una tale abilità registica: una regia perfetta, appunto, interessante lo spunto di far interagire i personaggi con lo sceneggiatore, alcune trovate “surreali” e a volte nonsense veramente rare da trovare in un italiano, attori convincenti, forse non troppo espressivo il De Luigi ma comunque credibile come sempre!
Come dicevo, il film è un po’ come un museo: ogni scena sembra quasi monocromatica, con scenari spesso surreali e ben construiti, donando un senso di mistero o energia ad ogni scena. Un 8 meritato!

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29 Gennaio 2013 in Happy Family

Gabriele Salvatores fa centro con un film adorabile *.*
E’ molto surreale, molto Alleniano, mostra una Milano fatata e bellissima e ogni personaggio è ben delineato, delicato e empatico. I particolari e le scene carine sono state tante, per non parlare della fotografia calda e dei costumi, perfetti. Fabio De Luigi mi è sempre piaciuto e qui è bravo veramente.

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Il teatro al cinema / 29 Dicembre 2012 in Happy Family

Ezio, il narratore della storia e scrittore le scaneggiatura a cui sta lavorando, si scontra con due famiglie, diametralmente opposte tra loro, accumunate dalla volontà dei rispettivi figli sedicenni di sposarsi prematuramente, legati da un apparente forte amore. La loro forte amore porterà le famiglie amettere in discussioni i sentimenti e i rapporti con il prossimo.

Gabriele Salvatores ci regala una commedia pirandelliana, nella quale i personaggi dialogano costantemente con lo scrittore, il quale grazie a loro viene portato in un viaggio nel suo io interiore, come se ogni carattere sia una parte di sé stesso e della sua esistenza. Un film che più che altro è un’opera teatrale, girata con gli stessi ritmi e con un uso sapiente della fotografia e dei colori: il giallo, il rosso, il verde e il bianco scandiscono il ritmo e l’intensità delle scene, aiutando a diversificare ancora di più il momento narrativo in esse contenuto.

Un bel film, un Salvatores diverso da come l’avevamo lasciato con Mediterraneo e Io non ho paura, ma comunque sempre innovativo e sperimentatore, caratteristica primaria del regista. Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy, proveniente loro stessi dal teatro, non hanno messo in ombra gli altri interpreti, Diego Abatantuono (all’ennesima collaborazione con Salvatores, quasi una certezza), Carla Signoris e Fabio De Luigi, che nonostante la sua indole comica, ci ha fatto vedere un lato più malinconico e “serio” di sé.

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29 Settembre 2012 in Happy Family

non l’ho proprio capito
anzi l’ho trovato fastidioso

14 Agosto 2012 in Happy Family

E’ un film particolare. Mi è piaciuta soprattutto la costruzione delle scene, l’abbinamento e il contrasto dei colori, la disposizione dei personaggi nella scena, il loro abbigliamento. E’ un film fotografico e racconta con immagini suggestivo una Milano stupenda che non è frequente vedere rappresentata. Incantevole. Non mi è piaciuta una parte del finale. Mai dare una speranza quando si tratta di malattia, vero? Mai illudere, ci mancherebbe! Invece io credo che un viaggio del genere, avrebbe potuto guarire il personaggio, l’avrebbe potuto “riportare in vita” e ci sarebbe stato bene. C’è speranza in tutto, meno che nella malattia, non ci sto!

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Pensavo fossero i Tenenbaum e invece era… / 20 Giugno 2011 in Happy Family

Salvatores che prova a fare il Wes Anderson della situazione, con quadri mono o bicromatici (rosso, rosso e bianco, bianco e avorio, verde e giallo…), scenografie ricercatamente kitsch, costumi spiritosi e dal vago sapore d’antico.
Film ultra-corale con spunti belli e e, a tratti, parecchio divertenti.
Abatantuono è riuscito a farmi ridere ad ogni sua pur insignificante battuta: quando c’è il phisique du role
La Signoris è qui francamente sprecata, mentre la Buy è moderata e credibile, De Luigi è troppo piacione, la Bilello sta davvero bene coi capelli rossi (ed il suo abitino color carne è delizioso), Bentivoglio sembra spassarsela un sacco, nella sua flemma, perfino Sandra Milo c’azzecca!
Bella la sequenza milanese notturna, una cartolina affatto banale per una città troppo spesso preda di cliché estetici.

Allora, perché solo una sufficienza stiracchiata?
Il loft.
Il loft milanese in cui vive il De Luigi autore.
Quanto di più artificioso possa esistere al cinema.
Un loft abitato da un single.

(Che sia quello usato da Aldo, Giovanni e Giacomo in Chiedimi se sono felice? Meglio non indagare o scendo a cinque stelline)

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3 Aprile 2011 in Happy Family

Un film italiano sui generis, e proprio per questo interessante, che prende ispirazione da Sei personaggi in cerca d’autore per raccontare una storia nella storia. Più piani narrativi che si intrecciano e coinvolgono continuamente lo spettatore, chiamato in causa sulle sue preferenze sulla trama. Una storia estremamente dolce raccontata attraverso un De Luigi in gran forma (è questo tipo di film che dovrebbe regalarci sempre) e un cast perfettamente scelto ad interpretare personaggi così surreali da risultare veri; soprattutto l’ex VJ di Mtv Valeria Bilello, una piccola rivelazione.

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& personaggi incerca d’autore / 23 Febbraio 2011 in Happy Family

Premetto di non essere un fan del cinema italiano (nè tantomeno un conoscitore), ma questo film di Salvatores l’ho guardato tutto d’un fiato. E’ carino, genuino, simpatico e gradevole sotto ogni aspetto. Un pò pirandelliano con questi personaggi in rivolta, preoccupati per il risvolto della loro storia e con un autore (fantastico De Luigi!) equilibrato, ironico, mai “macchietta”.
Non è una storia sciocca, anzai, è un intreccio ammaliante, che ha la leggerezza di una canzone di SImon & Garfunkel.

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17 Febbraio 2011 in Happy Family

Una commedia divertente e leggera, ma dichiaratamente ispirata dalla paura; non da una in particolare, da quella paura indefinita: malinconia, sconforto, incertezza, quel sentimento appiccicoso nel quale siamo immersi. Tutti i personaggi hanno paura di qualcosa: di annoiarsi, di essere felici, di puzzare, di morire, di crescere, di svegliarsi disamorati o omosessuali.

Ci sono due sedicenni decisi a sposarsi; c’è la famiglia di lui, alto-borghese, e c’è la famiglia di lei, post-fricchettona. C’è uno scrittore che racconta la storia; c’è un cane; c’è una bicicletta; c’è Milano. Una Milano che ha due facce; la prima è quella su cui si muovono le vicende dei personaggi: costruita, falsa, dipinta con i colori squillanti dei musical anni Cinquanta; la seconda è quella reale, in bianco e nero, accompagnata dalle note di Chopin. Il film procede allo stesso modo, per contrasti, tra finzione e realtà, tra gag e inquietudini, battute e batoste.

Caratterizzato da una cura artistica e produttiva superiore alla media, il film riflette anche sull’idea di famiglia cinematografica – quella di Salvatores – rappresentata da Abatantuono e Bentivoglio, nella loro forma migliore: giovani viaggiatori senza frontiere in Marrakech Express e oggi padri di famiglia, ugualmente disponibili alle avventure che la vita offre loro.

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