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Recensione su Hana-Bi – Fiori di fuoco

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Lo schiaffo ed il sorriso. / 31 marzo 2014 in Hana-Bi – Fiori di fuoco

(Sette stelline e mezza)

Il contrasto stridente tra i siparietti comici che, qualunque sia il tono generale del racconto, Kitano non riesce, non sa, non può evitare, e la furiosa violenza di alcune sequenze, magistralmente architettate, sono gli estremi entro cui si muove il film, sottolineati poi dallo stesso titolo, che comprende le parole hana (fiore) e bi (morte), ovvero la grazia e la distruzione, intimamente costitutivi della cultura nipponica.

Le vicende dell’ex sbirro Nishi hanno un tono epico, Kitano affonda le mani nella tradizione orale e letteraria giapponese, mostrando un antieroe infallibile, silenzioso, letale, ma capace di inaspettate delicatezze, abilissimo con le armi, conscio dell’infallibilità del suo istinto, proprio come un samurai vagabondo.
Interessante il montaggio che offre piani temporali diversi sovrapposti tra loro, con diversi flashback che, nella limpidezza della rappresentazione, sopperiscono alla mancanza di precise note esplicative.

Gli occhi di Beat Takeshi, celati dagli occhiali scuri anche di notte o trasformati in biglie di opale da una precisa scelta di luci ed illuminazione, sono, chiaramente, quelli ciechi del massaggiatore Zatoichi. Ed ecco che il mito si fa postmoderno.

9 commenti

  1. Unospettatorequalunque / 31 marzo 2014

    Veramente bello come film, è entrato nella mia personale lista di pellicole preferite 🙂

  2. schizoidman / 31 marzo 2014

    Takeshi Kitano è un genio, e “Hana-Bi”, secondo me, è uno dei suoi film migliori.

    • Stefania / 31 marzo 2014

      @schizoidman: piano piano, sto recuperando la sua filmografia. Lo “incontrai” al cinema con Zatoichi e ti confesso che mi aprì un nuovo mondo cinematografico: pur essendo un’amante del Giappone, degli anime e dei manga, non avevo mai preso in considerazione la fiction orientale in carne ed ossa.
      Ahimé, sto affrontando l’argomento con una certa lentezza, però 😉

      • schizoidman / 1 aprile 2014

        @Stefania: la filmografia di Takeshi Kitano è ricca di perle da scoprire, a cominciare dal suo film d’esordio, il folgorante “Violent Cop”. Purtroppo Kitano è stato abbandonato dai distributori italiani, anche se, ad onor del vero, i suoi ultimi film, pur essendo interessanti (“Outrage”, ad esempio, è bello), sono meno geniali rispetto a quelli che lo hanno fatto diventare un regista di culto.

        • Stefania / 1 aprile 2014

          @schizoidman: “Violent Cop”, “Brother” e “Sonatine” mi incuriosiscono da tempo, devo solo decidermi a recuperarli (pensa che il dvd di “Hana-Bi” era in un cassetto da tempo immemore). Mi stupisce che, nonostante l’interesse suscitato dai suoi lavori arrivati in Italia, trovi comunque grosse difficoltà distributive.
          P.s.: a distanza di anni, ancora mi mangio le mani per non essere entrata al Beaubourg di Parigi a visitare una sua mostra di giocattoli… Ma all’ingresso c’era una coda che non finiva più 🙁

          • schizoidman / 1 aprile 2014

            @Stefania: “Sonatine” è stupendo, e anche “Brother” merita di essere visto. Tra tutti i film che ha realizzato Kitano, il mio preferito è “Dolls”, un’opera struggente che tocca vette di poesia molto alte. Per quanto riguarda la mostra in cui aveva esposto i suoi giocattoli, confesso che non ne sapevo niente finché non me l’hai detto tu. Mi sa che sarebbe stato curioso vedere i giocattoli di Kitano. 🙂

  3. Stefania / 5 aprile 2014

    @cinefilonapoletano91 @schizoidman: non so se, logisticamente, la cosa può venirvi comoda, ma, da domani, a Milano, prenderà il via una rassegna cinematografica dedicata a Beat Takeshi 😉 http://bit.ly/1kbxwjE

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