Recensione su Han nyeohaksaengeui ilgi

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25 Aprile 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

C’è sul wiki inglese una appassionante lista dei film nordkoreani, no? E insomma, ormai è un punto di riferimento.
Va contestualizzato un filo, Kim Jong-il, papà del dittatore maialotto che dichiara guerra a tutti adesso, che è Kim Jong-sun, era un grande appassionato di cinema, e andando a leggere per esempio si scopre che i suoi idoli erano Liz Taylor e… Godzilla. É un paese splendido, non finirò mai di pensarlo. E splendide sono le storie, tipo che quando voleva far nascere dal niente un cinema nordcoreano Kim papà ha scelto un regista sudcoreano che gli piaceva e che ha fatto? L’ha fatto rapire, insieme alla moglie, per metterlo a lavorare al nord. Roba da episodi di mitologia greco-romana, genio!
Insomma, questo film, uno dei pochissimi usciti dal paese (e credo che in Francia si arrivato persino nei cinema), è stato prodotto direttamente dal caro leader, che ha anche dato alcuni contributi, determinanti, si dice, in fase di sceneggiatura.
E infatti fa schifo 😀
Ci sono queste due sorelle, Soon-ok, che è una futura lesbo che gioca a football, e Soon-ryun, la protagonista. Le chiameremo per comodità Ok e Ry, tanto i nomi degli altri personaggi non me li ricordo. Entrambe vivono in una casa di campagna, il papà è scienziato che lavora lontano per la gloria del regime, la mamma è bibliotecaria e di notte traduce generiche “cose” che servono per il lavoro del papà, la nonna è nonna e sta lì a fare buffo. La trama poggia sul fatto che, mentre Ok è quella che fa un po’ la cazzara, Ry non comprende perché il papà stia via, perché la mamma si spacchi il culo, perché il papà non abbia nemmeno una foto col caro leader, e promozioni ecc. Non dico si ribelli perché forse quella parola e relativo concetto lì non esistono nemmeno più nei dizionari, ma quasi. Ma capirà! Capirà che solo con il lavoro indefesso, di anni, si possono ottenere dei risultati, per migliorare il futuro della nazione e del popolo! WTF! E tutto è tranquillo e bellissimo, in questa North Korea pennellata qui, campagne tranquille e bucoliche con caprette, città dove non manca niente, le giostre, le giostre ca**o! Quelli non hanno da mangiare, e nel film mettono addirittura che vanno in giostra. Che paese!
Curiosamente, ma non so quanto sia stato fatto apposta, il film finisce per essere decisamente declinato al femminile, queste quattro donne, i cui umori sono comunque del tutto in funzione di quel che fa il capofamiglia, in realtà fanno di tutto, coltivano, cucinano, appiccano fuoco alla casa, rimettono a posto il camino, litigano, quasi mi spingo a dire soffrono (ma non ci arrivo, perché l’introspezione psicologica obiettivamente non abita troppo qui). Oltre a cantare canzoni che parlano sempre e comunque del leader. Mentre l’intera storia, e questo è fatto apposta, è nelle intenzioni una messa in scena dei principi dell’ideologia Juche, che è l’ideologia che si è inventato il, ehm, nonno del leader attuale, che era anche il primo, Kim Il-sung, e che si basa sull’indipendenza e l’autonomia che il popolo coreano deve perseguire rispetto all’esterno. Lui era un autarchico, si potrebbe dire. Ecco, qui tutti fanno tutto da soli. E se prende fuoco casa pazienza, perché col lavoro, alla fine, il papà avrà successo, e anche Ry sceglierà di divenire scienziata, e lavorare come una nigga in piantagione di cotone e di avere figli trascurati, mentre Ok si capisce che sarà una grande calciatrice. E così abbiamo sia la forza fisica che l’intelligenza, e le nostre nuove generazioni sono ancora piùmmeglio di quelle prima, e NK rulez.

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