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Recensione su La battaglia di Hacksaw Ridge

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Infermiera non profumiera / 23 aprile 2017 in La battaglia di Hacksaw Ridge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Si potrebbe dire a Mel Gison, che tra l’altro è una di quelle persone che nomini sempre nomecognome, a nessuno verrebbe da dire Gibson, che non è vietato fare cinema dove i corpi non esplodano, vengano dilaniati, squartati, mangiati, seviziati (ma stuprati no perché siamo bigottoni u_u). Cela dit, non gli si può rimproverare una mancanza di coerenza o di non seguire un percorso cinematografico lineare, molto più di quel che ha fatto nell’oscillare tra gli eccessi della vita fuori dal set. Dis donc, DD (Desmond Doss) è un tizio con la faccia da tordo di Mel Gibson da giovane, un contadinotto sorridente e cicredocicredo, propi’n brav fanciò. Col suo essere tordo, nel necessariamente precipitoso incipit (perché la Storia è quella dopo) fa innamorare di sé in un vidiri e svidiri una gnocchissima infermiera che ciao. Intanto è scoppiata la WWII, tutti si arruolano, DD è avventista del settimo giorno, non so con precisione che significhi ma gli americani a sette e settucole ci fanno matti. Insomma lui si arruola ma non vuole uccidere, non solum, sed etiam manco toccare un fucile. Guerriglia legale, processi per far accettare ai capi militari (addestramento militare classico, gente che urla, nonnismo) questa cosa. Gli danno ragione, può partire insieme agli altri per Okinawa con il ruolo di assistente sanitario or something like that. A Okinawa gli americani devono salire una scarpata, sopra c’è l’inferno di frenzy japu, che evitano l’artiglieria nascondendosi in un labirinto di tunnel e poi quando provano a salire li impallinano. Insomma, sali e scendi, DD se ne fotte di tutto e salva vite di feriti, trascinandoli nelle retrovie. Dopo una ritirata disfattosa (?), rimane solo sull’altopiano, di notte, con i japs, e va a cercare e salva, calandoli uno per uno con una corda dal dirupo, 75 commilitoni feriti (due cani, tre barbagianni e una zebra a pois) che trova in giro. Pure due japs, ormai piglia qualsiasi cosa sia rimasta viva, da cui pare il detto: BASTA CHE RESPIRI. Diventa eroe di tutti, risalgono (la guerra è proprio bella, adoro i nazionalisti che vogliono le guerre :/) a farsi ammazzare e lui si ferisce dando un calcio tipo copertina delle figu panini a una bomba, dopo averne palleggiata via un’altra con la mano. Bom(ba), storia vera, a DD va poi qualsiasi medaglia mentre lui darà sempre tutto il merito al Signore. Quindi la prospettiva, visiva ma anche etica, è bella determinata, DD è pronto a morire per il principio (il più figo degli obiettori di coscienza della storia, si potrebbe dire, o quello con più culo) e l’esercito (e la gnocca) si piegano dinanzi a lui. Intorno tutto spaventosamente esplode, e doverosamente la guerra è cruda fino a che non arriva il tizio col lanciafiamme ad arrostire japu che a loro volta lo fanno esplodere e l’orrore l’orrore è tutto intorno a noi, e beato, beato DD che ha qualcosa in cui credere.
Mi è venuta voglia di sushi.

1 commento

  1. hartman / 27 aprile 2017

    you’re larger than life as usual !! 😀 😀

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