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Recensione su Parla con lei

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26 settembre 2011

Come negli altri film che ho visto, anche in questo emergono con una certa prepotenza i temi del sesso e dei legami più o meno forti che si instaurano tra le coppie. Anche qui i colori e la vivacità della Spagna impregnano il film fin dall’inizio, addirittura una delle due donne è una toreador per cui i fasti e le policromatiche usanze spagnole vengono riproposte nel suo personaggio (la scena della vestizione del toreador è quasi un omaggio a quella tradizione spagnola così spesso contestata).
Quello che ho trovato diverso dagli altri film è che ad essere protagonisti sono i due uomini più che le donne. Nell’Almodovar che ho viso fino ad ora le donne sono sempre il perno di tutto, in questo caso invece rimangono sullo sfondo, presenti in una forma latente, originano una serie di ricordi e di stimoli che sbattono violentemente sulla psiche dei due uomini al centro della vicenda.
Uno più volte protagnista di delusioni amorose, con il ricordo dell’ultima donna ancora impresso nel cuore, l’altro decisamente problematico, ha vissuto con la madre in una specie di isolamento ed il suo unico rapporto è quello che pensa di avere con una ragazza in coma che accudisce con costanza ed amore. Amore così forte da risvegliarla, ma così tragico da separarli.
C’è dialogo anche nell’incomunicabilità delle parti, tenerezza laddove si rischierebbe di sconfinare nel fetiscismo, l’amore che vince le costrizioni.

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