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Recensione su In un mondo migliore

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22 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film danese (I mean, credo) che ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero. Il binario seguito è doppio, da un lato la storia di un medico tipo Medici senza frontiere, che passa il tempo a rattoppare corpi straziati dalla guerra e dalla violenza in Sudan. E dall’altra la ricca Danimarca, con lo stesso medico tornato a casa, dove la storia della famiglia sua e di un’altra sono legate dall’amicizia tra i figli. Elias è sfigato e coll’apparecchio. Christian è appena arrivato in città, gli è morta la madre ed è capace di spaccare la testa a manganellate a chiunque gli si metta davanti. Ha una frangia simpatica e uno sguardo spietato e freddo da killer. I due ovviamente diventano superamici, Christian è il capo e guida l’altro che è un pezzo di pane. La riflessione, direi che qua siam tutti d’accordo, è che la violenza germoglia e cresce dappertutto, nel Darfur dove un capoclan guercio squarcia le donne incinte dopo aver scommesso se è maschio o femmina, così, tanto per vedere chi aveva ragione (e lo stesso dottore pacifista lo curerà ma finirà per abbandonarlo alla rabbia dei suoi nemici), così come nella progredita e ricca Danimarca, dove due bambini di 14 anni si mettono in testa di costruire una bomba per farla pagare a un tizio stupido e cattivo. E inutile è l’affetto dei genitori. Va da sé che il povero Elias quasi ci lascia le penne. Ah, i film danesi! Sembra sempre che violenza e tragedia siano lì lì per affiorare dall’acqua, che qualcuno stia per cadere su di un coltello affilato, o giù da un grattacielo, è una tensione continua nel mentre ci si preparara a precipitare.
L’unico difetto, e mi spiace non andare controcorrente ma anche qua siam tutti d’accordo, è il finale. Dove tutto si aggiusta in una maniera schifosamente perfetta, tutto! Ma come, stavano per esplodere l’ira funesta e il sangue fino a un secondo fa!? E adesso? Perché? Secondo me gliel’hanno imposto, all’ottima Susanne Bier, che in realtà sarebbe anche una delle ereditarie del Dogma di Lars Von Trier ecc (non la faccio lunga XD), non si spiega sennò :/

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