Recensione su I fantastici viaggi di Gulliver

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6 aprile 2011

Basato vagamente sul romanzo di Jonathan Swift, il film poteva anche intitolarsi i Fantastici viaggi di Jack Black perchè è improntato soprattutto sulla verve del protagonista.
All’inizio è un “postino” di un giornale (consegna la posta ai redattori), innamorato di una capo-redattrice (Amanda Peet) a cui non riesce a dichiararsi. Così fingendo di essere un esperto viaggiatore (citando viaggi fatti da Jack Black: Nuova Zelanda x King Kong, Messico x SuperNacho) viene mandato al Triangolo delle Bermuda e da lì finirà nel mondo di Lilliput.
Le scene più divertenti nel mondo dei lillipuziani sono quelle che si sono già viste nel trailer ovvero lo spegnimento di un incendio sfruttando mezzi propri ;-), il gioco GuitarHero fatto con i piccoli abitanti nei panni dei Kiss, le esagerazioni di Gulliver nel raccontare il proprio mondo (con incursioni di Star Wars e altri film).
La principessa Emily Blunt all’inizio è un pò demenziale (scena del tentato rapimento da parte dei Blefuscu) ma cresce pian piano; Amanda Peet riesce ad essere affascinante e divertente come al solito.
Jack Black domina la scena con tutta la sua verve; qualche volta esagera un pò, il suo ego cresce fino a diventare ingombrante e solo alla fine si rende conto che la statura non è tutto (autoriferimento?) ma conta l’animo di una persona. Il film anche se risulta carino, poteva riuscire meglio. Ci si sofferma soprattutto su Lilliput, con una breve incursione nell’isola vicino dove si troverà una bambina gigante (divertenti le scene nella casa delle bambole).
Ottima colonna sonora (oltre ai Kiss anche i Guns and Roses e altro rock rispecchiando i gusti musicali di Jack Black), invece il 3d aggiunto in post-produzione non aggiunge nulla al film.

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