Recensione su Guerre Stellari VI - Il ritorno dello Jedi

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3 aprile 2015

Un finale dignitosissimo per la più grande space opera della storia del cinema, che difficilmente verrà superata in futuro da qualcosa di anche soltanto lontanamente paragonabile.
L’episodio VI chiude degnamente la prima trilogia, anche se Lucas già sa che ce ne sarà almeno un’altra: la trilogia prequel, uscita a cavallo degli anni 2000.
La terza trilogia verrà invece prodotta dalla Disney, dopo l’acquisto a una cifra record (4 miliardi di dollari) della LucasFilm.

Un film che chiude un’epoca con il passaggio a miglior vita di due personaggi-icona del calibro di Yoda e Dart Fener. Così come scompaiono altri personaggi (apparentemente) minori, ma entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo: Jabba the Hutt e l’amatissimo cacciatore di taglie Boba Fett.

Nel complesso, questo episodio VI ha probabilmente qualcosa in meno rispetto ai due predecessori.
Il finale buonista (ritoccato in occasione dell’edizione speciale 1997) vede l’inappellabile trionfo del bene sul lato oscuro, dopo lo shock del drammatico esito de L’impero colpisce ancora.
Questo film non ha la potenza suggestiva dell’episodio V, né la stravaganza di Una nuova speranza.
Eppure si fa comunque apprezzare, con scene memorabili quali quelle degli inseguimenti tra speeder nelle foreste della Luna boscosa di Endor, o la battaglia finale che vede uno spiegamento di forze da fare invidia alla Invincibile Armada.

Nel complesso, questa prima trilogia rimarrà imbattibile e ineguagliabile nella storia del cinema.
Star Wars non possiede la forza visionaria né la profondità di 2001 Odissea nello spazio.
Non possiede la suggestione cerebrale di un Blade Runner.
Eppure ebbe comunque la capacità di rivoluzionare il mondo del cinema, portando milioni di persone ad un nuovo innamoramento nei confronti della settima arte, ed in particolare di una fantascienza che fino a quel momento aveva avuto principalmente tinte oscure e pessimistiche.
Molti dei grandi nomi della Hollywood di oggi hanno abbracciato il mondo del cinema proprio grazie a Star Wars.
Come James Cameron, che abbandonò il suo lavoro da camionista dopo aver visto il film del 1977. O come Christopher Nolan o J.J. Abrams.
Star Wars è nel gotha della fantascienza-fantasy, nell’Olimpo del cinema-spettacolo del Novecento.
E ci resterà a lungo, come Mozart resterà un canone nel campo della musica e Caravaggio in quello della pittura.

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