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Recensione su Grizzly Man

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L’illusione della vita selvaggia / 11 luglio 2015 in Grizzly Man

Timothy Treadwell e Chris McCandless nel 1992 erano entrambi in Alaska. Sicuramente non si sono incontrati. Ma entrambi erano mossi dalla stessa illusione: che la Natura selvaggia fosse il vero habitat dell’essere umano; McCandless inselvaggendosi, Treadwell credendosi protetto da uno spiritualismo che lo avrebbe premiato per la sua vocazione. Entrambi sono stati prematuramente uccisi dalla Natura. Ma entrambi non hanno resistito a lasciare una testimonianza della loro esperienza. Quelle testimonianze, che gridano a ogni fotogramma, a ogni virgola, la più o meno imminente fatalità, non nascondono però un fascino mistico che, evidentemente, ha a che fare con la sensibilità artistica. Di Chris McCandless si sono occupati il giornalista Jon Krakauer e l’attore e regista Sean Penn in Into the Wild. Treadwell è finito nella rete del documentarista e regista tedesco Werner Herzog, i cui documentari sono paradossalmente i meno didascalici nonostante il commento fuori campo del regista sia sempre presente.
Il film propone un saggio delle riprese di Treadwell stesso, che passava intere stagioni in questa riserva naturale di orsi in Alaska, orsi con cui pretendeva di parlare e a cui spesso si avvicinava. Nel suo commento Herzog gli riconosce un talento da cineasta, senza esprimere giudizi sulla sua vocazione naturalistica. I giudizi sono lasciati agli amici, familiari e collaboratori di Tim Treadwell, nelle profonde ma spietate interviste che Herzog ha condotto in prima persona.

1 commento

  1. paolodelventosoest / 13 luglio 2015

    Mai come in questo documentario emerge fiero e drammatico il distacco tra uomo e natura selvaggia. Fa davvero impressione la ricostruzione del tragico finale..,

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