Recensione su Grimsby - Attenti a quell'altro

/ 20165.327 voti

Non il migliore di Baron Cohen / 10 Aprile 2016 in Grimsby - Attenti a quell'altro

“Grimsby – Attenti a quell’altro” è l’ennesimo film che prende il via dalla filmografia Baron-Coheniana, sulla scia di “Ali G”, “Borat”, “Bruno” e “Il Dittatore”. Sacha Baron-Cohen: è senz’altro da lui, pur non essendo regista, che partono i soggetti, ma anche le sceneggiature dei film in cui interpreta il caso umano di turno, e lo fa tralasciando volontariamente le questioni dello stile e del buon gusto, non senza l’acutezza spesso emerge dalle sue gag, ma deragliando sempre e volontariamente nella demenzialità più totale, a dir poco volgare, sicuramente scandalosa. E se questo è il confine in cui il giudizio si fa ballerino, perché prende nelle viscere e provoca repulsione, non si può certo gridare all’assenza di temi in ognuno dei film dell’attore britannico.
Grimsby però non è il lungometraggio più riuscito del comico, perché troppo spesso si inceppa nella gag che diverte ma non riflette, e i doppi sensi si accumulano ad appiattire la linea dell’encefalogramma dello spettatore. Tuttavia non mancano i guizzi, quei colpi di critica politica e sociale che invece erano la colonna portante de “Il Dittatore”, e dunque Donald Trump è il saccone da boxing su cui sfogare l’ilarità liberatoria; Daniel Redcliffe la star da ridicolizzare come una serie continua di assist cosparsi lungo il film, che appunto rendono palese un’incostanza generale. Il film rimane godibile ma esclude chi non apprezza una comicità d’ampio spettro, di certo sconsigliato ai bambini.

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