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Recensione su Green Zone

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6 maggio 2011

Film interessante e avvincente che coniuga molto bene azione e riflessione.
La cosa più “strana” è proprio Roy Miller, ovvero un soldato che invece di eseguire solamente gli ordini, si chiede il motivo di quegli ordini. Così inizia a indagare sul perchè non riescono mai a trovare le “famigerate” armi di distruzioni di massa dove l’Intelligence le segnala.
Mentre i soldati pattugliano le strade di Baghdad correndo enormi rischi di farsi sparare, i capi si godono la tranquillità e la pace della Green Zone (nell’ex palazzo residenziale).
Bravissimo Matt Damon, perfettamente a suo agio nei panni di Roy Miller (un pò diverso da Jason Bourne) che si troverà a fronteggiare un bastardo Jason Isaacs (già cattivo ne “Il patriota”).
La coalizione Usa si divide praticamente in due: una parte cui fa riferimento la Cia nella persona di Brendan Gleeson che vorrebbe appoggiarsi all’esercito iracheno x ristabilire la pace nel Paese; l’altra, con capo Greg Kinnear, che vorrebbe mettere il solito burattino governato dagli Americani eliminando l’esercito iracheno (per non avere opposizioni).
Purtroppo c’è anche una terza parte che nessuno si fila: il popolo iracheno (che in realtà è quello che dovrebbe essere più interessato da questa situazione).
Sullo sfondo, ma neanche troppo, i media (e la stampa) con la brava Amy Ryan.
Il film è interessante e avvincente dall’inizio alla fine alternando azione e impegno civile.

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