Recensione su Green Book

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Contrasti / 15 Giugno 2019 in Green Book

Un film gradevole, giocato tutto sui contrasti: bianco e nero, ignoranza e raffinatezza, cortesia di facciata e intimo pregiudizio, onestà e brutalità, flessibilità di fronte alle offese e difesa intransigente della propria dignità. Peccato per un finale che spinge appena un po’ troppo sulla commozione, e soprattutto per gli interpreti – non trattenuti o peggio incoraggiati dal regista – che scivolano troppo spesso nel macchiettismo: soprattutto Mortensen, che esagera nella mimica facciale e nella gestualità; ma anche Ali eccede talvolta in affettazione, quando deve rendere la schifiltosità del suo personaggio. Qualche trovata è collaudatissima, come la telefonata che non ti aspetti e che mette tutti sugli attenti. Indimenticabile tuttavia la scena dell’auto ferma in mezzo a una strada di campagna, con i braccianti che alzano lo sguardo e si rendono conto che un nero come loro ha un’auto di lusso e un autista bianco.
Piccola curiosità: nel sonoro originale Mahershala Ali parla un italiano nettamente migliore di Mortensen e di altri attori che interpretano italo-americani.

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