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Recensione su Paradiso perduto

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Siamo felici ora? / 18 luglio 2015 in Paradiso perduto

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tratto dal romanzo di Charles Dickens questo film propone una trasposizione del romanzo ai tempi moderni. L’esperimento è quasi del tutto riuscito. Azzeccata l’idea di rendere il Philip Pirrip del libro un emergente pittore, in linea con delle speranze più moderna. Azzeccata la casa di Finn nel golfo al posto che nella palude, nel tentativo di dare un’idea più moderna di povertà. Azzeccate le parole di Estella che ricalcano in modo efficace quelle del libro (il monologo sulla luce).Ma ciò che ripulisce questo film da ogni imperfezione è la perfetta colonna sonora che ricalca alla perfezione ogni emozione inespressa.
Questo film o lo ami o l odi. Bisogna essere dei romantici per amarlo. Perché l’amore è costruito tutto sull’idea di amore.
La storia non è credibile e non è reale, ma è proprio questo che dobbiamo aspettarci. Bisogna guardare questo film immaginando che certe cose siano possibili. E guardare cosa accade quando certe cose diventano possibili. Siano esse una ricca signora che impazzisce d’amore e alleva una ragazza in modo che non ne provi. Siano esse un deliquente aiutato in passato che ti offre grandi speranze.
Purtroppo non è un film immediato, e molti potrebbero averlo dimenticato. Rimasto troppo sottovalutato nel corso degli anni. Da riscoprire.

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