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Recensione su Gravity

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15 marzo 2014

Per questo film vale lo stesso discorso fatto per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, ovvero che ci troviamo davanti a una pellicola non adatta a tutti, che non tutti possono comprendere.
Tra i due film trovo molte analogie, entrambi dotati di un forte impatto visivo, entrambi senza una trama ben precisa e delineata, entrambi girati magistralmente dai loro rispettivi registi…so che per molti questo non è abbastanza, per molti significa annoiarsi, significa non capirci nulla, significa un film che ha la presunzione di sentirsi superiore agli altri…beh, francamente preferisco mille volte film così che altri dalla trama ben delineata ma girati con i piedi…
A me questo film è piaciuto tantissimo, mi ha emozionato come non mai, non mi ha mai annoiata(sarà che io adoro le avventure spaziali…se avessi potuto, se fossi stata una persona diversa da quella che sono molto probabilmente sarei diventata sicuramente un astronauta per quanto ami l’immensità dello spazio e il potermi perdere nella sua infinità), mi ha commossa con le sue splendide immagini…è un film che mi ha dato qualcosa, una cosa che ultimamente nessuno riesce a darmi, la voglia di combattere, di non arrendermi…
Per me questo film rappresenta la potenza del saper fare cinema, una profonda metafora sulla lotta per la sopravvivenza, un film che regala allo spettatore inquietudine, un profondo senso di claustrofobia, di tensione continua…i corpi alleggeriti dalla forza di gravità dei due protagonisti sembrano danzare nell’immensità dello spazio, una leggerezza a cui si contrappone come un macigno la violenza distruttrice della natura, un binomio che crea nello spettatore un’attrazione emotiva e di fortissima suggestione che raggiunge il suo apice nei bellissimi minuti finali.
Un film bellissimo, un surreale e onirico viaggio visivo, una totale immersione in un mondo, quello dello spazio, che da secoli affascina qualsiasi essere umano, una realtà a noi molto lontana, violenta, ma che è sempre vita, che è sempre alla base della nostra esistenza.
La sua unica pecca sta nella totale assenza di spessore psicologico nei personaggi, ma Cuaron ha fatto davvero un ottimo lavoro, ha creato, come l’ha creata Sorrentino(, una straordinaria e meravigliosa esperienza visiva.
Peccato che in molti non siano riusciti a percepirla, un vero peccato.

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