38 Recensioni su

Gravity

/ 20136.9693 voti

grande esperianze 3D / 22 Aprile 2020 in Gravity

credo che questo insieme ad Avatar siano i migliori lungometraggi che giustificano la presenza del 3D, davvero profondo e capace di regalare visioni mai provate prima. Film senza 3D difficile da giudicare.

Tecnicamente ineccepibile / 2 Maggio 2016 in Gravity

Regia, montaggio, fotografia e sonoro troppo perfetti per non dare almeno 8 a questo film, che purtroppo pecca gravamente per quanto riguarda caratterizzazione dei personaggi e trama

Il voto sarebbe un 6.5 / 10 Febbraio 2016 in Gravity

Film di fantascienza con pochi interpreti, solamente i due protagonisti e lo spazio profondo.
Drammatico l’inizio, anche se sui personaggi viene detto ben poco: Stone (Sandra Bullock) e Kowalski (George Clooney). Si sa che lei è alla sua prima missione spaziale, è un tecnico che deve sistemare un satellite, prima lavorava in ospedale; lui è esperto, ed è lì solo in veste di pilota, per fare da guida (in tutti i sensi) a lei.
Una pioggia di detriti li travolgerà, colpendo la navicella e lasciandoli soli nello spazio.
Il film ha un buon ritmo, si procede quasi a piccoli passi con missioni corte (tipo videogame) che Ryan Stone deve completare per cercare di salvarsi la vita con qualche momento di scoramento. Non entro in merito a errori tecnici, non sono così esperto di fantascienza per poterli scovare.
Ottimi gli interpreti con Clooney solito gigione, dalla parlantina sciolta e con battute legate al suo fascino; più intensa la Bullock che recita per una buona parte da sola. In maglietta e pantaloncini, citando la Ripley di Alien, fa la sua bella figura.

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5 Febbraio 2016 in Gravity

La natura è maligna,ma allo stesso tempo è la cosa più bella.
Effetti speciali,tra i migliori di sempre.

15 Marzo 2015 in Gravity

Non è facile dare un giudizio coerente del film. Gli effetti speciali sono tra i migliori mai visti; la rappresentazione dei mezzi spaziali sembra molto fedele. Insomma, come pura esperienza visiva il film ha pochi eguali. Dall’altro lato, abbiamo gli errori incredibili nella rappresentazione delle leggi fisiche: se nello spazio si è appesi a una corda senza movimento relativo e la si molla non ci si allontana per nulla; viceversa il telescopio spaziale, la Stazione spaziale internazionale e la stazione cinese non si trovano a un tiro di schioppo e non stanno fermi l’uno rispetto all’altro. Va bene, queste possono essere pignolerie (anche se rendono difficile sospendere l’incredulità), e comunque Gravity fa meglio di molte altre produzioni; il problema vero del film è l’esilità della trama. Alla fine tutto il film consiste in un continuo mancare la presa, scivolare, ritrovare la presa. C’è una grossa sorpresa verso i due terzi del film, e il finale tiene davvero col classico fiato sospeso; ma per il resto tutto procede in modo esasperatamente monolineare. Un’ora e mezza che passa in un lampo: in genere questo è un bene, ma mi chiedo se lo sia anche qui…
Sandra Bullock in mutande e maglietta rifà la Sigourney Weaver di Alien e per il resto si rivede volentieri; Clooney è piacevolmente ironico, nonostante la situazione poco piacevole.

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20 Febbraio 2015 in Gravity

Non mi sorprende vedere opinioni così difformi su un film come questo. Le mie stesse impressioni, durante e immediatamente dopo la visione, infatti, traballavano come il sensore di un sismografo impazzito spostandosi continuamente tra lo stucchevole e il meraviglioso.
Iniziamo dai lati positivi, che a mio avviso finiscono per prevalere, rendendo il film ampiamente godibile.
Il livello di spettacolarizzazione raggiunto oggigiorno dagli effetti speciali è davvero entusiasmante. Se pensiamo al più celebre precedente di un film che parla di un incidente in orbita, il mitico Apollo 13 di Ron Howard, girato circa vent’anni fa, il divario è davvero notevole. Cuaròn ci porta letteralmente nello spazio, facendoci vivere in prima persona le bellezze del cosmo e della Terra visti da lassù e le angosce di chi si trova a lottare contro una situazione drammatica in un ambiente assolutamente incontrollabile e ingestibile per l’uomo.
Questo è l’aspetto più interessante del film di Cuaròn, che da solo vale il prezzo del biglietto, come si suol dire.
Veniamo dunque agli aspetti negativi, che seppure in maggior numero non inficiano il voto positivo al film.
Partiamo dai dialoghi, spesso imbarazzanti. La comicità di Clooney è ridicola. A sto punto tanto valeva coprirli con lunghi silenzi e sinfonie di classica à la Kubrick.
A proposito di Kubrick, ecco un altro aspetto biasimevole: il tentativo di metaforizzare ogni cosa, cercando di emulare il capolavoro per antonomasia del genere fantascientifico, 2001 Odissea nello spazio. La Bullock in posizione fetale dentro la I.S.S., possiamo ancora ancora accettarla come citazione. Ma la scena finale che lascia intuire l’idea che la vita sia provenuta dallo spazio è francamente pretenziosa, se non nel concetto in sé, quanto meno nel modo di rappresentarla.

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Gravity overview / 8 Febbraio 2015 in Gravity

Mi è piaciuto moltissimo questo film, rende tanto. Ammetto che non ha una trama o cose del genere ma non posso non dire che mi sia piaciuto molto a partire dagli effetti, all’interpretazione degli attori… magnifico bisognerebbe vederlo almeno una volta 😉 consiglio

27 Gennaio 2015 in Gravity

Credete sia un film sulle disavventure nello spazio e invece il regista voleva fare colpo con la metafora della vita che arriva dallo spazio e da pesci si passa ad anfibi ed infine a mettere piede sulla terraferma. E tutto ricomincia.
Quando la navetta passa sull’italia dovete dire “oh, l’Italia!”.

Una situazione / 15 Dicembre 2014 in Gravity

drammatica viene risolta con soluzioni improbabili da realizzare anche se non del tutto fantascientifiche. Rimane comunque un discreto film soprattutto per le immagini mozzafiato dallo spazio e per l’interpretazione dell’attrice principale che praticamente recita da sola per il 90% del film. Merita la sufficienza solo per questi due elementi.

4 Agosto 2014 in Gravity

Film basato su un ottimi effetti visivi e sui gemiti della Bullock.
Per me un po’ poco.

Anche se alcune scene sono ridondanti / 10 Luglio 2014 in Gravity

A mè è piaciuto non solo per cpem è girato a anche per la trama .. ottima metafora del nuovo morno sempre più ala deriva e solo in questa socieà ipertecnolgica.

Bah… / 3 Giugno 2014 in Gravity

Che dire…
La noia ha sicuramente preso il sopravento in questa pellicola.
Ma forse ho un piccolo problema: Sandra Bullock proprio non mi dice nulla…
Totalmente inespressiva, scontata, sempre con l’aria da cane bastonato.
Ho un limite e lo riconosco ma pochi i film in cui lei mi è piaciuta.
E anche in questo proprio ha fallito.
L’idea particolare e originale.
Ma non lo consiglerei…
George Clooney sempre bravo.
Peccato…
Ad maiora!

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18 Marzo 2014 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Media tra il 100 e lode per la regia, fotografia e tutto il comparto tecnico e la profonda insufficienza per la caratterizzazione dei personaggi. Non è stata tanto la banalità del personaggio della Bullock a lasciarmi perplesso quanto l’innaturale artificiosità del personaggio di Clooney. Non mi riferisco al fatto che sia il classico pheego faccio tutto io, risolvo tutto. Il suo lato emotivo non mi è sembra minimamente credibile. Io capisco bene che gli astronauti sono sottoposti ad addestramenti inverosimili e devono portare due zebedei con la zavorra ma, in una situazione del genere, non mostrare neanche la più minima traccia di paura, di ansia… niente! Neanche un pizzico di iperventilazione. Per non parlare del suo sacrificio. Emozione zero. Diamine, mi ha colpito molto di più Willis in Armageddon (ed è tutto dire!). Ovviamente, credo che il problema sia in fase di scrittura perché ritengo che Clooney sia un attore niente male.

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15 Marzo 2014 in Gravity

Per questo film vale lo stesso discorso fatto per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, ovvero che ci troviamo davanti a una pellicola non adatta a tutti, che non tutti possono comprendere.
Tra i due film trovo molte analogie, entrambi dotati di un forte impatto visivo, entrambi senza una trama ben precisa e delineata, entrambi girati magistralmente dai loro rispettivi registi…so che per molti questo non è abbastanza, per molti significa annoiarsi, significa non capirci nulla, significa un film che ha la presunzione di sentirsi superiore agli altri…beh, francamente preferisco mille volte film così che altri dalla trama ben delineata ma girati con i piedi…
A me questo film è piaciuto tantissimo, mi ha emozionato come non mai, non mi ha mai annoiata(sarà che io adoro le avventure spaziali…se avessi potuto, se fossi stata una persona diversa da quella che sono molto probabilmente sarei diventata sicuramente un astronauta per quanto ami l’immensità dello spazio e il potermi perdere nella sua infinità), mi ha commossa con le sue splendide immagini…è un film che mi ha dato qualcosa, una cosa che ultimamente nessuno riesce a darmi, la voglia di combattere, di non arrendermi…
Per me questo film rappresenta la potenza del saper fare cinema, una profonda metafora sulla lotta per la sopravvivenza, un film che regala allo spettatore inquietudine, un profondo senso di claustrofobia, di tensione continua…i corpi alleggeriti dalla forza di gravità dei due protagonisti sembrano danzare nell’immensità dello spazio, una leggerezza a cui si contrappone come un macigno la violenza distruttrice della natura, un binomio che crea nello spettatore un’attrazione emotiva e di fortissima suggestione che raggiunge il suo apice nei bellissimi minuti finali.
Un film bellissimo, un surreale e onirico viaggio visivo, una totale immersione in un mondo, quello dello spazio, che da secoli affascina qualsiasi essere umano, una realtà a noi molto lontana, violenta, ma che è sempre vita, che è sempre alla base della nostra esistenza.
La sua unica pecca sta nella totale assenza di spessore psicologico nei personaggi, ma Cuaron ha fatto davvero un ottimo lavoro, ha creato, come l’ha creata Sorrentino(, una straordinaria e meravigliosa esperienza visiva.
Peccato che in molti non siano riusciti a percepirla, un vero peccato.

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Lacrime nel vuoto / 14 Marzo 2014 in Gravity

L’Oscar alla regia è del tutto meritato. Cuaròn ci manda letteralmente in apnea, riuscendo a fare un gran film nonostante la presenza in contemporanea di due dei peggiori attori di Hollywood. Scene mozzafiato, suspanse e adrenalina… e grazie al cielo quei tipici dialoghi fastidiosamente ironici ed american idiot sono ridotti davvero al minimo. Un po’ di strappacore c’è, ma non stona; molto poetiche le lacrime nel vuoto siderale.

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7 Marzo 2014 in Gravity

Ok, credo che mi prenderò un sacco di pareri negativi con questa recensione ma sono dell’opinione che l’osannato “Gravity” di Cuaròn sia uno dei film più noiosi che abbia mai visto. Per carità, l’uso della macchina da presa è veramente curioso e sono anche da apprezzare la fotografia, gli effetti speciali e il sonoro (che gli hanno permesso di guadagnarsi gli oscar), ma mi è sembrato un pò deludente sul lato contenutistico. Insomma, sarò forse io la capra ignorante che non capisce nulla di cinema e che non riesce a decifrare gli arcani profondi che si celano anche nelle pellicole più infime, ma se devo essere sincero mi è sembrato di guardare più un’americanata classica tutta pompata sugli effetti speciali e la fotografia, retta dallo scheletro di una trama esile e scontata. E adesso, se volete, siete liberi di linciarmi 😀

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buono / 4 Marzo 2014 in Gravity

film interessante. Preciso a tutti che questo non si può considerare un film scientifico perché di scientifico c’è poco (Il Telescopio spaziale Hubble, che i protagonisti stanno riparando ad inizio film, si trova ad un’altitudine di circa 559 chilometri ed ha un’inclinazione orbitale di 28.5 gradi, mentre la Stazione Spaziale Internazionale si trova ad un’altitudine di circa 420 chilometri ed ha un’inclinazione orbitale di 51,65 gradi. Con tali significative differenze nei parametri orbitali, nella realtà sarebbe impossibile viaggiare tra loro senza preparazione, pianificazione, calcolo, tecnologie appropriate ed una grande quantità di carburante) inoltre è un film abbastanza lento, ma si basa sul terrore psicologico e sull’ansia della protagonista che si riflette anche sullo spettatore. Consigliato 🙂

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strano / 3 Marzo 2014 in Gravity

molto bello, anche perchè e un film che ti lascia in certi momenti senza fiato……….

No, dico… parliamone! / 2 Marzo 2014 in Gravity

Un film come pochi in cui la storia passa decisamente in secondo piano. Ti catapulta nello spazio senza che te ne accorgi… I silenzi sono un qualcosa di azzeccatissimo e sconvolgente, sia per il realismo che per l’ansia che ti fa provare e la crudeltà, se così possiamo definirla, con cui ti fa vivere quest’esperienza. In cui non c’è il bene e il male, non c’è un cattivo da sconfiggere… semplicemente una lotta con se stessi e con l’universo. La voglia di resistere e ricominciare. Una storia di crescita e di introspezione. Per un’ora e mezza non sei davanti uno schermo, non esisti più. Da vedere assolutamente, io lo vidi al cinema e devo dire che, se lo ritrasmettessero, riandrei immediatamente.

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Ansia agorafobica! 7+ / 28 Gennaio 2014 in Gravity

Una trama semplice che mi ha colpito subito… un’astronauta che si perde alla deriva nello spazio. Sembra banale, ma girovagare nello spazio alla ricerca di una via di salvezza, per una durata del film di un’ora e mezza, beh è pure ansia! A parte la prima parte di dialoghi un pò sciocchi, parte subito in quarta e si resta col fiato sospeso sempre! Bravina la Bullock che non sfora mai dal suo solito personaggio, li fà tutti uguali, Clooney non commento. Fotografia e regia eccellenti. Finale banale ma ve lo consiglio comunque, merita con un bell’HD con i controc… 🙂 7!

ps: ho sentito che concorre agli Oscar come miglior film… secondo me non lo vince, ma se fosse candidato anche alla fotografia, quello è probabile!

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23 Dicembre 2013 in Gravity

Rivedendolo e soprattutto confrontandolo con Interstellar, che poi non è sicuramente migliore, ho pensato che l’eleganza stilistica non è tutto e l’improbabile viaggio della Bullock intorno al mondo, gravato pure dalla vanitosa e pedante presenza di Clooney risulta noioso o almeno assurdo quanto il peregrinare vago di McConaghuey tra un buco nero e l’altro..

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Meh. / 19 Dicembre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A quanto pare l’avvertenza di spoiler non viene visualizzata, quindi: CI SONO UN SACCO DI SPOILER.

Un bel 9 e mezzo alla fotografia e alle scelte estetiche. Ma un 5 al contenuto.

Premetto: è un film che consiglio a tutti di vedere. Magari davanti a un megaschermofullhd, altrimenti non ha senso.

Al cinema, dopo aver constatato che fosse il 3D migliore che avessi mai visto, ho capito subito che la fotografia non mi avrebbe delusa. La parte iniziale, più o meno fino a un terzo di film, mi ha lasciata senza parole. Avevo la pelle d’oca al punto che avrei potuto grattugiare il formaggio col braccio. C’è da dire, però, che questo è tutto relativo: se hai un pacco di soldi, al punto di farteli uscire da tutti gli orifizi, è facile colpire lo spettatore con un sacco di effetti speciali. (James Cameron, si, mi riferisco anche a te.)
La Bullock non l’ho mai amata, in Gravity è bravina, ma è proprio il personaggio che mi sta sulle balle. Clooney è il solito, cioè “me la cavo, ma son figo, perciò guardate quanto sò figo e siam a posto”.
Perchè dico “Meh.”? Quando lessi la trama del film e vidi il trailer mi gasai un sacco: “Mammamia, pesissimo. Una tipa che si perde nello spazio, wow.”.
Se il tutto si espone nel lasso di 30 secondi di racconto è la meraviglia. Ma quando devi far durare tale storia per un’ora e mezza è ovvio che cadi sul pesante. Dal momento in cui il caro Clooney decide di farsi un viaggetto in solitaria lungo il Gange per vedere quanto è figo il sole che lo illumina, è una continua sfiga. Alla fine mi sarei solo aspettata che la Bullock, quando precipita in mare, fosse investita da un peschereccio. O che un T-rex la sbranasse appena arrivata a riva. (?)
E prima le esplosioni, e poi le scritte in russo, e il paracadute, e l’ossigeno, e il cinese con tanto di cane e bambino. Alfonso, dacci tregua.
Ho apprezzato moltissimo la scena del ritorno della protagonista alla stazione, dove finalmente riprende aria. Non so se interpretarlo come un riferimento a 2001:Odissea nello spazio, o se dovesse rappresentare una rinascita della protagonista. Ma come scena merita, forse anche grazie alla fantastica colonna sonora.
Ciò che non merita però sono i dialoghi. A tratti molto noiosi e scontati: il “tutti prima o poi muoiono, ma io morirò oggi.”, Clooney e l’aurora, la storia della figlia morta che dovrebbe colpirti, ma che in realtà è così banale e mal raccontata che non mi ha fatto muovere ciglio. Senza parlare della richiesta a un ipotetico spirito del collega di salutare allegramente la figlia in paradiso o del discorso della Bullock per darsi coraggio quando sta per lanciarsi verso la terra. Credo che il silenzio, spesso e volentieri, sia più potente di mille parole. In tutto il film i personaggio ciarlano a dismisura, ma in realtà non dicono nulla.
Ulteriore banalità è il finale. C’è a chi piace il lieto fine, chi preferisce il finale tragico, chi quello che ti lascia il dubbio. A me piacciono i finali che ti colpiscono, di botto, brutali, cattivi (uno dei migliori finali che io abbia mai visto credo sia quello di “Dancer in the dark”, quello è un finale cazzuto).
Vedere la protagonista che torna sulla terra e che, dopo la mossa del cedimento e del “ahahah no.” e il suo rialzarsi, torna alla sua vita normale, avendo fatto capire chiaramente che non ha niente che la aspetta se non il suo lavoro, mi ha lasciata perplessa. Santo il signore, Alfonso, manco un brividino mi fai provare col finale?
Io non sono nessuno, ma fossi stata la regista, avrei cercato qualcosa di più esaltante: Per dire una cagata, l’aurora, invece di farla citare inutilmente a Clooney, non si poteva utilizzare in un discorso di lei che la collegasse alla figlia?
“Ah avevo dipinto i muri della stanza di mia figlia ricreando una sorta di aurora pochi giorni prima che morisse. Sapesse che ora la sto guardando impazzirebbe.” come discorso con Clooney, e alla fine me la fai crepare in qualche modo, tipo per mancanza di ossigeno, mentre guarda l’aurora? MA CHE NE SO. QUALSIASI COSA.
Troppo melodrammatico, pesante. Amo vedere i film più di una volta. Questo l’ho visto due volte, e se la prima volta ero estenuata, alla seconda ero un pò annoiata.

Concludendo: bello, per l’amor del cielo. Ma non poi sto gran che. Da vedere, ma una o due volte. Tre son già troppe.

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Sandra nello spazio / 25 Novembre 2013 in Gravity

Regia impeccabile, ci sono un paio di sequenze veramente notevoli, come il piano sequenza iniziale.Ma la scelta suicida di impostare tutto il film sull’inespressiva Sandra Bullock e dei dialoghi che spesso sfociano nella banale americanata fanno abbassare di molto la valutazione.Peccato

che avventura… / 21 Novembre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Io non li devo vedere questi film perché poi mi viene voglia di prendere una navicella spaziale e di andare a vedere il sole sul Gange. E se c’è anche un Clooney a tenermi compagnia, ancora meglio.

Il mio è un sette e mezzo. / 4 Novembre 2013 in Gravity

2013 Alfonso Cuaron che per gli amici chiameremo Alfie ha fatto questo bellissimo angosciante a tratti noiosetto film, su il mondo spaziale e l’atmosfera. Protagonisti Sandra Bullock ( impeccabile) e George Clooney ( sempre modesto e bravo ma la parte migliore del suo personaggio va al doppiatore Pannofino che è proprio uno che ci sa fare.) e il green screen.

Fotografia da paura. Incantevole anche dallo streaming orripilante che ho trovato in rete, storia assai statica e leggermente debole. Dal trailer io avevo già capito, sono un genio, il 90% della storia. Chiaro che l’impatto della pellicola è fenomenale, a volte ti senti sospeso anche tu, odiando il 3D sono lieto di averlo visto in comodità del mio letto, però sono onesto le immagini sono davvero mozzafiato. Ma la storia? Loro sono bravi, si capisce perché li abbia scelti, è un bel film quindi ma è un GRANDE film? No. Non l’ho visto così.

Infatti la storia è tremendamente debole, ricca di niente, prevedibile, noiosa in alcune parti, molto fissa e poco dinamica e vogliatemene se avete amato questo film, anche un po’ monotona. Sul serio vogliamo vedere solo loro per tutto il film? Persino l’anima dei protagonisti, che vista la situazione secondo me, dovrebbe essere enormemente sviluppata risulta piatta. Si poteva fare meglio forse. O forse va bene così. Dipende da ciò che cercate. 7 e mezzo e lascio a voi scegliere se vederlo o meno. Consiglio di farlo se si vuole dare un giudizio.

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Leziosità in 3D / 29 Ottobre 2013 in Gravity

Cinema di estetica, di tecnologia per forza e a tutti i costi e se si scende a patti c’è di che divertirsi, ma un’esperienza sensoriale di questo tipo si paga a caro prezzo quando non si fa “a braccio”, quando si cerca di incanalare nella convenzional confezione narrativa e l’inghippo della sindrome “Benny Hill’s Show” attende la maldestra Bullock dietro l’angolo, un vero peccato quindi specialmente dopo i primi prodigiosi venti minuti di pellicola.

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26 Ottobre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho critiche abnormi sulla sostanza. Ma con ordine.
Ci sono Clooney e Bullock nello spazio, agganciati a una stazione orbitale, che vanno delle riparazioni insieme a un altro tipo. Clooney fa il gaggio, alternando caz**te a tocchi di zen, che bello qui, che silenzio. Simpatico eh. D’improvviso si scopre che stanno per arrivare come proiettili dei detriti di un satellite, arrivano, spaccano tutto, traforano l’occhio al terzo, uccidono chiunque altro fosse con loro, restano i due a vagare. E poi solo lei, perché Clooney esce di scena giustappunto alla gaggia, tipo contento e pappagallando che figo qui, tu devi vivere, life’s wonderful. Lei si sbatte un casino e tornerà sulla terra. Stop.
Il punto è. É il secondo film, ah no, terzo, c’era anche quel documentario di Herzog nelle grotte, dopo Avatar, dove credo il 3d avesse senso e aggiungesse moltissimo alla fruizione del film. Avatar era un orgasmo visivo, questo pure giù per di là.
Dico, non vado nemmeno spesso ai film in 3d, e stando in prima fila (non so perché la bigliettaia non mi volesse mettere in prima fila :/ guarda che pago eh), e forse non ci sono abituato, ma quando passava la ronda dei detriti mi spostavo O_O roba da arrivi dei treni in stazioni a inizio di secoli fa, da cinema meraviglia.
Però.
Però si trova chi riesce ad appioppare a Gravity significati metafisici, solo perché hanno pensato di chiamare lei Stone e di farla tornare alla terra. Perché erano agganciati col cordone ombelicale, ooooohhh. La rinascita? Ma l’hai vista la storia?
Stone che scappa e dietro esplode tutto, ripetuto quante, 4 volte? Sticazzi, vi siete impegnati a scriverla. Sembra un film di Vin Diesel, uno a caso. Vent’anni fa riuscivano già a fare dei videogame molto più elaborati. E nulla contro Vin Diesel, ci mancherebbe, spacchiamo tutto, ma la metafisica no – anche l’accoppiamento con 2001, solo perché ci sono dei pianeti e universi sullo sfondo, jeez, mi sembra un po’ scarsino. Poi. È un film praticamente con due soli attori, anzi da metà in poi solo uno, e lo spazio profondo, e ritengo non sia affatto facile, tenere in piedi l’intreccio con così poche variabili, per cui è un genere di film dove alla fine penso sempre “chapeau”. Però è lui che provoca, lei in posizione fetale, maddai, o lei che fa monologhi premendo tasti a caso in russo e in cinese, su pulsantiere dove non capisce un ca**o ma tanto fa sempre tutto bene. E la musica di sottofondo, così fastidiosamente da film americano, tonitruante e trionfale, ma più del solito, no? A sottolineare tutto, e per che cosa? Che chi la dura la vince, minchiasabri, rivelazione sconcertante, e alla fine si merita pure un bel primo piano sulle tette, giàssai. “Si riappropria della terra uscendo dall’acqua come un anfibio”. Seeee.. Oppure è lei che porta un po’ sfiga, sarà per quello che tutto esplode. Ed è anche bello pensare che i russi han sbagliato qualcosa, e distrutto l’intero parco cose spaziali del mondo in orbita, e può succedere da un momento all’atro, tutt’appost.
Insomma, wtf, come si fa.
(Entre autres, io credevo che la storia fosse Sandra che si perdeva nello spazio e per due ore andasse alla deriva, facendo OOOOOooooooo…….)

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” Ho un brutto presentimento” / 25 Ottobre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non sono un grande appassionato del genere fantascienza né tantomeno mi entusiasmano il “bellone” e Sandra Bullock , ma i diversi ed autorevoli commenti positivi letti su questo film mi hanno praticamente trascinato in sala per vederlo , anche se non in 3D , ed il che è stato un gravissimo errore da parte mia perché la visione normale ha tolto sicuramente un gran bel po’ di spettacolarità all’azione .
Premesso questo condivido anch’io i suddetti pareri positivi perché si tratta di un film ben fatto, con sequenze di grandissimo impatto visivo e capace di creare e mantenere una grande tensione emotiva per tutta la durata della pellicola.
Semmai si potrebbe trovare qualcosa da ridire su alcuni dialoghi e sull’improbabile ed “annacquato” finale in cui la Sandra si esibisce in un’apnea da far invidia a Pellizzari , ma sono sciocchezze perché questo è un film in cui la storia in fondo conta poco ma in cui bisogna invece abbandonarsi completamente alla grandiosità, alla magia delle immagini , senza pensare ad altro che non sia il totale godimento di un’incredibile esperienza visiva .

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20 Ottobre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sette stelline e mezza)

Attribuisco a questa pellicola un altissimo valore spettacolare, poiché si tratta di un ottimo strumento di intrattenimento e mi preme sottolineare il fatto che non conferisco a tale titolo alcuna valenza negativa: al contrario, penso che una pellicola come questa, in grado di intrattenere il pubblico con un grado di tensione sempre costante, sia un ottimo prodotto.

Sandra Bullock si conferma una valida interprete, verosimile, in grado di trasmettere allo spettatore le proprie ansie con “sincerità”, nonostante alcune forzature tramistiche e l’insistito concetto della sua rinascita sotto svariate forme.

[SPOILER!]
Un momento in particolare del film, però, mi ha fatto inarcare il sopracciglio: la sequenza finale è esageratamente simbolica e lo sforzo evidente della donna che si solleva dalla battigia, alzandosi prima sulle ginocchia e poi sulle gambe, emergendo dall’acqua e preparandosi a (ri)conquistare la Terra, ricorda troppo didascalicamente l’emersione di un anfibio primitivo dalle acque. Il fatto, poi, che questa “evoluzione” della Stone avvenga dopo che questa è “piovuta dal cielo” (Stone = meteorite? Oh oh oh!) suggerisce molto forzatamente l’idea che la vita sul nostro pianeta abbia avuto origini aliene.
Non ho nulla contro l’ipotesi in sé, ma -ribadisco- in quanto forzatura, trovo che abbia ben poco di originale, sia nell’idea che nella sua messa in scena.
[FINE SPOILER]

Per il resto, chapeau.

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18 Ottobre 2013 in Gravity

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Gravity è un viaggio all’interno dell’io della Stone (pietra, materia, terra dunque), segnata da un lutto gravissimo e banale, senza senso, senza colpevoli, senza rabbia possibile verso qualcosa. Il nodo si scioglie durante l’incidente nello spazio.
Avvolgente la regia che con i piano sequenza rende tangibile quasi il galleggiamento, la mancanza di punti di riferimento, l’immersione nel nulla che è liquido amniotico già da subito, con gli astronauti legati sempre da queste corde/cordoni ombelicali che li ancorano allo Shuttle. Il disancoramento della Stone (fatto drammatico e violento, come la nascita) è una delle cose più belle del film, fluidissima la scena finisce con quella soggettiva ansiogena in cui c’è tutta la paura primordiale della solitudine, del vuoto, del buio, del silenzio oltre il proprio respiro. E come non pensare che a quel punto la Stone sia proprio la Terra, appesa ad un filo gravitazionale al sistema solare, nel nulla dell’universo, galleggiante sola, unica per quanto ne sappiamo in, appunto, una solitudine siderale e infinita.
Il percorso per salvarsi e tornare a casa, dove casa è proprio l’ambiente vitale del pianeta azzurro, passa attraverso la morte, la distruzione, il rapporto cameratesco con Kowalsky il guascone che è senza ombre e quindi specchio psicologico della Stone e sua chiave di volta, punto di riferimento più che esterno (Kowalsky le chiede insistentemente di dargli coordinate) interno, in verità lui chiede a lei di cercare coordinate dentro di sé. E la Stone dovrà recidere molti cordoni ombelicali e imparare a lasciare andare per guardare il qui ed ora e quindi per prevedere un dopo, dovrà rimanere sola (si nasce e si muore soli) e saperci convivere.
Carina l’idea del bullone che, ogni volta che le sfugge di mano, preannuncia l’arrivo dei detriti. Belle le scene fetali della Stone che si rigenera nella capsula; bella l’idea dell’allucinazione che, come i sogni in effetti, ricostruisce il sostrato delle nostre conoscenze, le riorganizza perché noi le si possa usare; ottimo il battito cardiaco che si sente all’interno della capsula.
A me poi è piaciuta la scodata darwiniana, precisa e asciutta, vera (la capsula porta sulla terra la vita, cade in acqua e poi da pesce ad anfibio, ad insetto la Stone striscia fuori sulla terra, infine pianta il piede per terra e si alza, Homo): in Cuaron il femminino è fecondità, generazione, progetto, sviluppo, futuro.
Ho odiato immensamente le musiche, hanno tolto gran parte del silenzio, il silenzio è lo spazio, il silenzio è metafisico in un film del genere; avrei preferito tempi più dilatati, il film è costruito come un thriller, lo capisco, ma i tempi più dilatati avrebbero reso maggiormente l’idea del panico, del nulla.
Gravity è un film fantapsicologico, è proprio umanissimo, la tecnologia è a puro servizio dell’uomo, inerte e senza anima, tutte le strumentazioni bovinamente obbediscono o meno a seconda del fatto che funzionino o meno; l’incidente è casuale e banale con ricadute gigantesche, come l’incidente della figlia della Stone, è ciò che capita senza intenzionalità, il senso alle cose è tutto, tutto umano (ed è la lezione di Kowalsky in fondo). Questo è un viaggio dentro all’uomo.

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Capolavoro misto Ansia / 15 Ottobre 2013 in Gravity

Senza dubbio , l’ansia è un elemento che sovrana in questo capolavoro. Ma è proprio l’ansia che suscita la curiosità e la voglia di sapere sempre di più di come il nostro sfortunatissimo personaggio riesca a salvarsi. Sbalorditivo come il nostro pianeta possa lasciarci a bocca aperta. L’unica pecca , secondo me , è il troppo soffermarsi nelle scene con lo sfondo del nostro pianeta ; adorabile e spettacolare ma troppo tempo!. La scena dove i 2 protagonisti ricercano ulteriori superstiti “nell’Esplorer” , e un deceduto “trapassa” lo schermo è un qualcosa di straordinario. Ben utilizzo della suspance e dello spannung.
Affascinante il finale.

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14 Ottobre 2013 in Gravity

La cura del dettaglio è cosa rara oggigiorno. Tanto più preziosa è quando l’ambizione del progetto è a livelli alti, altissimi. Così un’idea concretizza portandosi dietro miriadi di problemi risolti, scelte e misure. Gravity è l’ascolto di un mondo alle porte del nostro, silenziato dal vuoto e nel vuoto, un’attenzione assoluta dell’uomo nello spazio. E ancora, non si tratta di un opera usufruibile, ma piuttosto fruibile, e chiama lo spettatore a porsi le stesse domande, ad ascoltare altrettanto intensamente di quanto abbia fatto il regista. E’ un viaggio piuttosto che una meta, una scoperta piuttosto che un’invenzione. La suspense è altissima, il rischio di morire per il minimo errore rende il tutto altamente ansiogeno.
Il reparto tecnico è a livelli insuperati, qualsiasi movimento è celebrato nella sua complessità e reso con stupefacente abilità. Sceneggiatura ricca, densa e colta. Regia che danza quasi nella totalità di lunghi piani sequenza, vaga, come una telecamera fluttuante nello spazio, tra entusiasmanti soggettive e panoramiche mozzafiato.

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Un viaggio vero e proprio / 13 Ottobre 2013 in Gravity

ANDATELO A VEDERE AL CINEMA FINCHÉ SIETE IN TEMPO!!
Dire che Gravity è un semplice film è sbagliatissimo, a mio parere questa è un’esperienza cinematografica nel vero senso della parola.
Uno dei pochi film per cui il 3D ha senso di esistere.
Per tutta la durata della pellicola si è oppressi da un’ansia quasi insostenibile, ci si sente oppressi dall’immenso silenzio che regna nello spazio e si ha la sensazione di fluttuare nell’aria insieme alla protagonista.
Da segnalare assolutamente la scena in cui Ryan, interpretata da Sandra Bullock, si ritrova in posizione fetale in una stazione spaziale: scena che simboleggia la sua rinascita e che mi ha fatto venire i brividi.
Effetti speciali mozzafiato, scene da pelle d’oca e inquadrature da paura: questo è Gravity.
Le critiche negative che ho letto su questo film si riferiscono soprattutto ad un’effettiva mancanza di una storia, ma quando hai davanti a te delle immagini così spettacolari la storia diventa assolutamente marginale.
Cuarón ha regalato al cinema un capolavoro che farà parlare di sé ancora per molto.

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Ottimo thriller / 11 Ottobre 2013 in Gravity

Coadiuvato da due veterani del grande schermo (Sandra Bullock e Geroge Clooney), Alfonso Cuaròn partorisce un film ad alta tensione, dove riesce a creare una perfetta armonia tra il mostrare allo spettatore un panorama affascinante e mozzafiato (quello spaziale appunto), e il mantenere una tensione elevata e costante grazie a una storia drammatica. Positiva la regia, con una scelte delle inquadrature adatte a trasmettere allo spettatore il senso di vuoto e disorientamento provato dai protagonisti. Buona anche la prova dell’accoppiata Bullock-Clooney. Non sarà la loro migliore interpretazione, ma non si può nemmeno dire che sia scadente. Promosso.

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10 Ottobre 2013 in Gravity

Gravity.
Alfonso Cuarón

Un trionfo.
Una pellicola che non delude.

Gravity è la prima pellicola che vedo del regista e credo di recuperarlo a breve. Alfonso Cuarón dirige un bellissimo film, un dipinto, un dramma ruotante sull’orbita Bullock-Clooney. Un’Odissea nello spazio
Due soli attori; una terribile storia li lega l’un l’altro; un solo scenario; effetti speciali a rotta di collo; inquadrature suggestive e mozzafiato; una regia brillante. Quelli appena elencati sono gli ingredienti della bella e spaventosa torta chiamata Gravity.
Sandra Bullock interpreta la Dottoressa Ryan.
Ryan non è un nome da donna, il padre voleva un maschietto, Ryan è una ingegnere biomedico che affronta per la prima volta una missione nello spazio. Assieme a lei collabora l’astronauta Matt Kowalsky (George Clooney, personalmente mi piace molto come attore, godibilissimo nella parte), nella sua ultima missione. L’alfa e l’omega a livello professionale, l’alfa e l’omega a livello emotivo.
I due sono vittime di un scherzo del destino, durante la missione che li vede operare sul loro space shuttle, un satellite Russo va in pezzi a causa di un razzo e vengono bombardati da dei detriti viaggianti alla velocità di un proiettile.
Il film non si incentra solo sull’avventura inquietante, angosciante e pericolosa dei due ma lascia spazio alle vicende drammatiche e personali del duo, vicende precedenti l’accaduto.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, ottimo il tutto.

Consigliatissimo

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7 Ottobre 2013 in Gravity

effetti mozzafiato,non ci sono parole per descriverlo,assolutamente da vedere.
Secondo me, la cosa più bella del film è il silenzio assordante dello spazio.

consigliato / 7 Ottobre 2013 in Gravity

lo consiglio vivamente voto 7

6 Ottobre 2013 in Gravity

Se c’è un caso in cui il 3D acquista senso è senza dubbio quello di un film ambientato nello spazio come Gravity. La profondità infinita, il nero avvolgente, le stelle luminose, ti si parano davanti con un realismo e una forza magnifici, raggiungendo un risultato eccellente. La forza di Gravity sta proprio in una tecnica sopraffina, in un 3D intelligente e in una atmosfera ( già di suo estremamente affascinante), resa alla perfezione attraverso una commistione tra fotografia realistica e brillante ( Lubezki amor mio), un montaggio sonoro pignolo e riuscitissimo ( i silenzi e i frusci, i tonfi e i botti), una tra le migliori CGI mai viste e piccoli dettagli ( un raggio di sole che filtra dall’oblò ad esempio) che rendono tanto e dimostrano uno sforzo amorevole.
Doppiaggio decente, meno peggio di quel che temevo e attori in parte, con Sandra Bullock vera protagonista, molto fisica ( non tra le mie preferite ma non da buttare in questo caso) e intensa, sola per metà pellicola, protagonista di monologhi a volte stucchevoli ( piccole défaillance della sceneggiatura che non inficiano il risultato finale) ma recitati senza scadere nel cheesy. Davvero memorabili un paio di scene e di piano sequenza dal forte coinvolgimento; si tira un sospiro di sollievo solo nel finale, dopo aver sobbalzato ad ogni detrito ed essersi meravigliati di fronte allo spettacolo dei detriti infiammati che solcano la l’atmosfera terrestre.
Un film d’atmosfera, che parla più attraverso le immagini che la storia ( nulla di nuovo, ma ricca di metafore e funzionale) e che centra il bersaglio.

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