Recensione su Gran Torino

/ 20088.11029 voti

14 Novembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Clint è vecchio ma non ancora rinconglionito,infatti per uno uno della sua età è decisamnete in forma e domina da par suo la scena di questa pellicola,il suo persoaggio è razzista e brontolone e non approva l’atteggaimento dei nipoti che al funerale dell’ amata moglie se ne fregano della morte della suddetta,allora nno può far altro che isolarsi e strsene per conto suo visto che anche con i figli le cose non vanno ntanto benen,quindi si interessa soltanto della sua vecchia automobile,del suo cane e di tracannare birra dalla mattina alla sera ,ma poi incredibilmente si scopre affine ad una “tribù” di coreani e perdona ragazzo( coreano ) che sobillato da gang di amici e parenti aveva tentato il furto della sua preziosa vettura e decide di insegnarli a vivere perché essendo vecchio ha tante cose da insegnare e non gli sembra vero di aver qualcuno che possa impararle,ma un bel giorno la gang si rifà viva e prende di mira di nuovo il ragazzo e la di lui sorella e la farebbe anche franca se il nostro eroe non decidesse di intervenire in prima persona cosicché da assicurarne attraverso il suo sacrificio la cattura da parte delle forze dell’ordine,il vecchio leone dirige e interpreta ( forse per l’ultima volta ) un film che a mio avviso è tutt’altro che il capolavoro strombazzato da molti critici,non che sia brutto ma la pellicola non decolla come altri film del “nostro”anche le vicende sono narrate con la solita eleganza ma non procurano emozioni particolarmente coinvolgenti e se non fosse per il colpo di coda finale ( titoli di coda compresi ) sarebbe da tre stellette,non basta parlare di morte,sensi di colpa e religione e frullarli tutti insieme per fare un grande film,in altri ambiti la miscela si era rivelata più riuscita e in questo mondo non perfetto il risultato è godibile ma non eccelso,inoltre lo spettatore mal sopporta gli uomini duri che non devono chiedere mai e che pensano di distillare perle di saggezza dall’alto del proprio pulpito.

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