Gli uomini d'oro

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Gli uomini d'oro

Film ispirato a fatti realmente accaduti. Torino, 1995. Luigi, Luciano, Alvise e un ex pugile conosciuto come Il Lupo cercano riscatto in una rapina senza armi e senza sangue. Il loro piano prevede di svaligiare il furgone portavalori che Luigi guida ogni giorno: l'obiettivo è quello di cambiare il proprio futuro.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Gli uomini d'oro
Attori principali: Giampaolo MorelliGiampaolo MorelliGiuseppe RagoneGiuseppe RagoneFabio De LuigiFabio De LuigiEdoardo LeoEdoardo LeoMariela GarrigaMariela GarrigaMatilde Gioli, Susy Laude, Gianmarco Tognazzi, Claudio Castrogiovanni, Chiara Cavaliere, Davide Mancini, Mimmo Mancini, Sergio Pierattini, Guglielmo Poggi, Roberto Sbaratto, Melissa Ugliano, Francesca Vettori, Francesco Zenzola, Federica Remotti, Mostra tutti

Regia: Vincenzo AlfieriVincenzo Alfieri
Sceneggiatura/Autore: Vincenzo Alfieri, Alessandro Aronadio, Giuseppe Stasi, Renato Sannio
Fotografia: Davide Manca
Produttore: Fulvio Lucisano, Federica Lucisano
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Commedia, Poliziesco, Poliziesco

Dove vedere in streaming Gli uomini d'oro

Incerto, ma si lascia guardare / 2 Luglio 2020 in Gli uomini d'oro

Gli uomini d’oro, seconda regia di un lungometraggio per Vincenzo Alfieri, dopo I peggiori (2017), si ispira a un fatto di cronaca realmente avvenuto a Torino, nel 1996.
Alfieri e gli altri co-sceneggiatori hanno mantenuto intatta la location, il capoluogo piemontese, e lo schema principale: due impiegati delle Poste e un baby pensionato dello stesso ente, aiutati da un barista, decidono di fare il colpaccio, sottraendo furbescamente l’ingente quantità di denaro raccolta da varie filiali cittadine nel corso di una giornata lavorativa.

Quello di Alfieri, quindi, è un racconto criminale con qualche sprazzo di black comedy legato soprattutto ai personaggi di Luigi (Giampaolo Morelli) e Luciano (Giuseppe Ragone), colmo di citazioni cinematografiche.
Sfruttando una narrazione “a più punti di vista”, sulla scia (anche di genere) di Kubrick (Rapina a mano armata, 1956) e Tarantino (con tanto di contenitore con tesoro luminoso ri-mutuato da Un bacio e una pistola di Robert Aldrich, 1956), Alfieri gioca la carta del noir all’italiana con qualche virtuosismo tecnico (soprattutto, riprese dall’alto, oltre a qualche effetto digitale di ispirazione grafica, come l’auto che, inoltrandosi in una zona boscosa, finisce tra i capelli della fidanzata del Lupo).
Il risultato è incerto, ma non del tutto esecrabile.
Mi permetto di sottolineare alcune cose che non mi sono proprio piaciute:
– il personaggio di Zago (Fabio De Luigi) è pieno di vacue esagerazioni e De Luigi non mi è sembrato del tutto in parte, desideroso di interpretare, per una volta, un ruolo lontano dai suoi soliti;
– gran parte dei dialoghi di Morelli, pronunciati con forte accento napoletano, non sono comprensibili;
– il sarto strozzino interpretato da Gianmarco Tognazzi è un villain narrativamente impalpabile.

Prima del film di Alfieri, il fattaccio criminale in questione è stato raccontato in un altro film, Qui non è il paradiso (2000) di Gianluca Maria Tavarelli, in un libro (“Il colpo degli uomini d’oro. Il furto del secolo alle Poste di Torino” di Bruno Gambarotta, 2018) e in una puntata del 1998 di “Mistero in blu” di Carlo Lucarelli.

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Colpo grosso / 29 Maggio 2020 in Gli uomini d'oro

Discreto film ispirato a un vero fatto di cronaca.
Purtroppo per i tifosi granata, il film si apre sul derby Juventus-Torino del 1995 finito 5-0 per i bianconeri; è il punto di partenza per raccontare la storia vista da tre punti di vista differenti.
1- Il playboy. E’ GianPaolo Morelli, autista di un portavalori che ormai prossimo alla pensione e con il pensiero a un futuro
in Costarica, si vede rinviare di 20 anni la pensione dal nuovo governo. Decide così di rapinare il portavalori con l’aiuto di un suo amico che si nasconderà nella cassaforte del blindato.
2- Il cacciatore. E’ Fabio De Luigi, collega di GianPaolo (ma non amici), che viene coinvolto dal collega per la rapina. Fabio ha problemi di cuore (fisicamente), è sposato ed ha una figlia.
3- Il lupo. E’ Edoardo Leo, ex pugile che adesso lavora per uno strozzino. Amico di Fabio, anche lui avrà un ruolo nella rapina.
Bella sorpresa questo film, quasi inedito per il panorama italiano più abituato alle commedie. Buon film di azione, su una rapina
ma ci sofferma anche sui personaggi coinvolti e il derby iniziale sarà anche la miccia per un’accesa discussione tra i membri della
banda. Ruoli marginali ma importanti per due attrici: Matilde Gioli è la compagna di GianPaolo che sogna di aprire un centro di
estetica, la bellissima Mariela Garriga è la donna del Lupo. Inoltre GianMarco Tognazzi è lo strozzino

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