Recensione su Gli spietati

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“Chi è il padrone di questo cesso?” / 15 Marzo 2016 in Gli spietati

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ciò che sa fare meglio un pistolero con una pistola è sparare.Ciò che sa fare meglio Clint Eastwood con una macchina da presa è dirigere capolavori.Gli spietati è l’ennesima pietra miliare di una carriera cinematografica costellata di successi,da attore ma sopratutto da regista,per il bel californiano.Eastwood stavolta riprende il vecchio ma mai dimenticato panorama del vecchio West,dove è ambientata la storia di William “Will” Munny,un vecchio pistolero ormai povero e vedovo padre-contadino,che un giorno,nel mentre combatteva con dei maiali ammalati,è interrotto dal nipote di un suo vecchio “compagno d’armi”,Scofield Kid,con una proposta difficilmente rifiutabile:1000 dollari per ritornare in sella al suo cavallo “ribelle” pronto a “sputare piombo” sulla testa di due cowboy,colpevoli di aver sfregiato una giovane prostituta.Accompagnato dal suo fido compare Ned Logan,anch’egli ex membro della banda di cui Will faceva parte,i tre quindi si incamminano verso là città dove risiedevano i due balordi,Big Whiskey,la cui legge è fatta rispettare dal temutissimo sceriffo “Little” Bill Daggett,pistolero cinico e violento.Ma i tempi sono passati,e sia Will sia Ned provano disprezzo per la proprio gioventù,marchiata da omicidi e rapine di ignari vittime,pertanto,nel mentre si apprestano ad uccidere il primo dei due cowboy,Ned prova rimorso,e straziato dalle urla agonizzanti del giovine,decide di tornare a casa.Ma lo sceriffo,avvertito della notizia del giovane ucciso,riesce a catturare il povero Ned,che torturato affinché rivelasse nomi e posizione di Will e Kid,viene brutalmente pestato fino a morte.Dopo aver ucciso anche il secondo cowboy,Will viene a conoscenza della morte di Ned,e,mentre Kid decide di abbondare la carriera da pistolero per “scrupoli di coscienza”,tutto un tratto Will ritorna “lo spietato” che era un tempo,e in un finale spettacolare vendica la morte di Ned.Notevole la prestazione di Gene Hackman,non può però esser nascosta la maestosa recitazione di Clint Eastwood,guardingo e a volte smemorato pistolero sensibile.Chiari e indimenticabili i riferimenti a Sergio Leone,con un maestoso utilizzo dei primi piani e di quei lunghi e riflessivi silenzi che lasciano spazio all’immaginazione dello spettatore.Suggestiva sarebbe stata la presenza di qualche “flashback” sul giovane Will e talvolta si sente la mancanza di qualche piano sequenza.Ottima fotografia,il film resta uno degli ultimi grandi “western”,capace di suscitare emozione e allo stesso tempo curiosità nell’osservatore.

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