Recensione su Gli spietati

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26 dicembre 2011

Pochi registi negli ultimi anni hanno saputo realizzare davvero un western degno del passato. E sono prima di tutto loro stessi dei cowboys. Oltre ad Eastwood mi viene in mente solo Costner (e guarda caso i due si sono anche incontrati in uno di quei film di Eastwood che ben mettono in risalto il suo stile e le sue predilezioni). Questo è uno dei miglior western che ho visto perchè Eastwood, sa impugnare una storia ed una manciata di personaggi e farne molto di più. Predilige protagonisti con un passato da redimere, con un grosso fardello di peccati da scontare ed una forte umanità e li cala in un contesto che può apparire scontato ma che scontato non è. E’ dura decidere chi sia il buono e chi il cattivo in questo film (contrariamente alla maggior parte dei western), ognuno viaggia sul filo del rasoi, ognuno è borderline, nessuno davvero pulito, dal cowboy baro di RIchard Harris all’implacabile sceriffo di Gene Hackman (giustamente il migliore in campo), fino ai due ex compagni di scorreria (Eastwwod e Freeman). Un film duro e spietato e non per la violenza in sè ma per il peso del peccato che ognuno porta con sè (sia gli sfregiati che gli sfregiatori, che i vendicatori e anche i giustizieri).

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