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Gli spietati

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Gli spietati
Gli spietati

Wyoming, 1880. Per vendicare una loro collega brutalmente sfregiata in volto da un cliente, le prostitute della cittadina di Big Whiskey decidono di mettere una taglia di mille dollari sulla testa del balordo che ha commesso il fatto e dell'uomo che era con lui; di cliente in cliente la notizia si sparge e in città arrivano alcuni pistoleri pronti a fare giustizia e incassare il malloppo, ma lo sceriffo Bill Daggett è deciso a mantenere l'ordine a tutti i costi. Vincitore di numerosi premi, tra cui l'Oscar per il Miglior film e la Miglior regia a Clint Eastwood e quello per il Miglior attore non protagonista a Gene Hackman.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Unforgiven
Attori principali: Clint Eastwood, Gene Hackman, Morgan Freeman, Richard Harris, Jaimz Woolvett, Anna Levine, Saul Rubinek, Frances Fisher, David Mucci, Rob Campbell, Anthony James, Ron White, Jefferson Mappin, Jeremy Ratchford, Philip Maurice Hayes, Tara Frederick, Beverley Elliott, Liisa Repo-Martell, Shane Meier, Robert Koons, Mina E. Mina, John Pyper-Ferguson, Walter Marsh, Larry Reese, Blair Haynes, Frank C. Turner, Lochlyn Munro, Ben Cardinal, Michael Charrois, Michael Maurer
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura/Autore: David Webb Peoples
Colonna sonora: Lennie Niehaus
Fotografia: Jack Green
Costumi: Joanne Hansen, Carla Hetland, Glenn Wright
Produttore: Clint Eastwood, Julian Ludwig, David Valdes
Produzione: Usa
Genere: Azione, Drammatico, Western
Durata: 131 minuti

Forse un po’ sopravvalutato / 26 agosto 2018 in Gli spietati

Avevo aspettative alte, che sono state parzialmente deluse.
E' un bel film western, drammatico ma non privo di umorismo, e molto particolare, con ex-killer che ritornano in attività, mancanza di epica (tranne nel finale) e di netta distinzione buoni/cattivi.
Mi sembra che il film decolli davvero solo dopo un'ora, ma non è mai noioso.
Manca però di... continua a leggere » qualcosa. E' tutto molto incentrato sulla difficoltà dell'uccidere un uomo, ma mi sembra un tipo di morale un po' fuori luogo in un western; il personaggio della prostituta sfregiata non convince, e soprattutto la sparatoria finale, per quanto "bella" da vedere, secondo me contraddice un po' tutto il "senso" del film.
Da un certo punto di vista, è come se sia mancato il coraggio, o la volontà, di andare fino in fondo nella dissacrazione dell'eroe western.

Il voto sarebbe un 6.5 / 22 maggio 2017 in Gli spietati

Pluripremiato film western ma che personalmente ho trovato meno interessante e appassionante rispetto ad altri film recenti del genere (anche il fatto di averlo visto su Rete4 inframezzato da pubblicità non ha aiutato).
In una piccola cittadina, Big Whiskey nel Wyoming, una prostituta viene sfregiata da un cowboy in compagnia di un suo amico. Lo sceriffo... continua a leggere » del posto Little Bigg Daggett (Gene Hackman) impone ai due cowboy di risarcire il proprietario del bordello con alcuni cavalli. Le prostitute non sono contente di questa sanzione e raccogliendo i loro pochi averi mettono una ricompensa di 1000 dollari per l'uccisione dei due cowboy.
Un vecchio pistolero, Will (Clint Eastwood), rimasto vedovo e con due figli a carico ha bisogno di soldi e viene coinvolto nell'affare dal giovane Kid e recluterà il suo vecchio amico Ned Logan (Morgan Freeman).
La vista di Clint Eastwood invecchiato che prova a rimontare in sella (in tutti i sensi) è un pò patetica, facendo rimpiangere i vecchi tempi con Sergio Leone. Interessante la figura del cacciatore di taglie inglesi, Bob (Richard Harris), con un "biografo" al seguito. Lo sceriffo è disposto a tutto pur di mantenere la sua cittadina sotto controllo; i due "vecchi" si rituffano nell'azione quasi per togliersi dalla vita tranquilla degli ultimi anni.
Però per la critica e i giudizi mi aspettavo qualcosa in più, invece il film si mantiene appena al di sopra della sufficienza (imho).

Superbo! / 10 luglio 2016 in Gli spietati

Eastwood non sbaglia mai , anche questo film del regista statunitense è un capolavoro .È la storia di un uomo pentitosi dei peccati commessi in gioventù , che vive con i figli e sopravvive allevando maiali . Un bel giorno viene supplicato da un pistolero figlio di un suo amico di lunga data , di uccidere due uomini che sfregiarono una prostituta, in... continua a leggere » premio riceverà una ricompensa di 500 dollari . Il nostro pistolero accetta titubante , difficile però dire di no ad un bel malloppo , peraltro essi vivono nella miseria. Il film non è un classico Western con sparatorie , duelli e whisky a volontà , ma è un analisi profonda dell' uomo e del peccato , di quanto si soffre a uccidere un essere umano per quanto crudele possa essere stato ( la vita è unica per tutti). Straordinari Gene Hackman nei panni del perfido Little Bill, grande Eastwood nell' interpretazione del cinico ma umano Will Munny, bravo anche Morgan Freeman ( seppur un gradino sotto rispetto agli altri due ). La sua regia è solida , non eccede
in virtuosismi , omaggia Leone con lunghi primi piani ( il cinema italiano non si scorda mai). In sostanza un capolavoro, un' altra gemma pregiatissima del grande Clint

“Chi è il padrone di questo cesso?” / 15 marzo 2016 in Gli spietati

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ciò che sa fare meglio un pistolero con una pistola è sparare.Ciò che sa fare meglio Clint Eastwood con una macchina da presa è dirigere capolavori.Gli spietati è l'ennesima pietra miliare di una carriera cinematografica costellata di successi,da attore ma sopratutto da regista,per il bel californiano.Eastwood stavolta riprende il vecchio ma mai... continua a leggere » dimenticato panorama del vecchio West,dove è ambientata la storia di William "Will" Munny,un vecchio pistolero ormai povero e vedovo padre-contadino,che un giorno,nel mentre combatteva con dei maiali ammalati,è interrotto dal nipote di un suo vecchio "compagno d'armi",Scofield Kid,con una proposta difficilmente rifiutabile:1000 dollari per ritornare in sella al suo cavallo "ribelle" pronto a "sputare piombo" sulla testa di due cowboy,colpevoli di aver sfregiato una giovane prostituta.Accompagnato dal suo fido compare Ned Logan,anch'egli ex membro della banda di cui Will faceva parte,i tre quindi si incamminano verso là città dove risiedevano i due balordi,Big Whiskey,la cui legge è fatta rispettare dal temutissimo sceriffo "Little" Bill Daggett,pistolero cinico e violento.Ma i tempi sono passati,e sia Will sia Ned provano disprezzo per la proprio gioventù,marchiata da omicidi e rapine di ignari vittime,pertanto,nel mentre si apprestano ad uccidere il primo dei due cowboy,Ned prova rimorso,e straziato dalle urla agonizzanti del giovine,decide di tornare a casa.Ma lo sceriffo,avvertito della notizia del giovane ucciso,riesce a catturare il povero Ned,che torturato affinché rivelasse nomi e posizione di Will e Kid,viene brutalmente pestato fino a morte.Dopo aver ucciso anche il secondo cowboy,Will viene a conoscenza della morte di Ned,e,mentre Kid decide di abbondare la carriera da pistolero per "scrupoli di coscienza",tutto un tratto Will ritorna "lo spietato" che era un tempo,e in un finale spettacolare vendica la morte di Ned.Notevole la prestazione di Gene Hackman,non può però esser nascosta la maestosa recitazione di Clint Eastwood,guardingo e a volte smemorato pistolero sensibile.Chiari e indimenticabili i riferimenti a Sergio Leone,con un maestoso utilizzo dei primi piani e di quei lunghi e riflessivi silenzi che lasciano spazio all'immaginazione dello spettatore.Suggestiva sarebbe stata la presenza di qualche "flashback" sul giovane Will e talvolta si sente la mancanza di qualche piano sequenza.Ottima fotografia,il film resta uno degli ultimi grandi "western",capace di suscitare emozione e allo stesso tempo curiosità nell'osservatore.

Un requiem per il buon vecchio pistolero. / 14 gennaio 2015 in Gli spietati

Eastwood presta i suoi indagatori e malinconici occhi alla cinepresa, non limitandosi a veicolarla, ma ad offrirle una prospettiva, e una profondità degna del suo sguardo.
Il suo west, lontano da uno stampo classico, è al contempo figlio di un linguaggio arcaico, che l'ha istruito, educato, ma dal quale ha saputo svezzarsi. Pur omaggiando i suoi maestri,... continua a leggere » batte sentieri opposti, e quel che si ode è il requiem per il buon vecchio pistolero, che pur nell'accezione negativa del suo termine incarnava un certo stereotipo di eroe, qui collassato in virtù di un annichilente realismo.
Sembra quasi, dirigendo questa pellicola, che abbia voluto scindere il suo mito in due parti ben distinte, per poterle ben differenziare. Da qui la scelta di una retorica diversa, distante dal suo retaggio di attore.
Eastwood cerca un riscontro nella nuda e cruda verità, e in questa sua analisi scava nel fango della disperazione, e del rimorso, le cui orme tracciano un disegno di vivida disillusione.