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Recensione su Gli equilibristi

/ 20127.364 voti

Sono un equilibrista anche io… / 11 gennaio 2013 in Gli equilibristi

… e per questo che ho voluto vedere questo film, non per rivedermi o confrontarmi ma comunque per vedere altre realtà. Ognuna ha la sua e compararle è ingiusto e anche inutile.
In questa, un caso molto estremo devo dire ma purtroppo molto vero, una semplice scappatella manda in frantumi una famiglia. Forse la scappatella è solo la miccia di una bomba in procinto di esplodere ma ci sarebbe ben altro da analizzare se con tanta semplicità si rompe completamente tutto.
Comunque questo mondo non è sicuramente fatto per i padri separati, o almeno non è preparato per questa realtà. Tremenda la totale mancanza di una domanda che non gli viene mai fatta se non quasi all’ultimo del film: “Come stai?”
Mastrandrea ricopre un ruolo difficile ma molto drammaticamente realizzato dall’attore. Il dramma, la solitudine, il senso di smarrimento, la totale angoscia invade il personaggio e nel suo viso si legge purtroppo molto bene.
Note negative: la parte della moglie è sterile, nulla, assente quasi. Come se questo dramma non la toccasse minimamente. I figli sono l’unico pensiero di lui che lo porta a scelte anche dignitosamente al limite. Ma a lei nulla cambia se non alla fine.
A proposito della fine… Bocciata!!! Proprio sbagliata e non in linea con la trama. Un buonismo gratuito e non veritiero, inutile.
Nel complesso un buon film alcune cose non vanno.
Un esempio: se non hai il soldi per i gonfiabili per tuo figlio allora smetti di fumare. Buco enorme!!! 🙁
“Sei tanto arrabbiata con me?” (padre)
“Vorrei tanto ma non ci riesco…” (figlia)
“Non ti preoccupare, lo sono io anche per te… ” (frase io… quanti errori si fanno nella vita… l’importante è aprire gli occhi finché sei in tempo)
Ad maiora!

1 commento

  1. Stefania / 12 settembre 2016

    Che combinazione: anch’io mi sono domandata perché il protagonista non smette di fumare, per risparmiare qualche soldo. Ma, poi, mi sono detta che, se quello è un “piacere”/un sollievo, perché togliergli anche quello, poraccio? Casuale o meno, ho trovato questo dettaglio molto importante: consapevole di aver fatto un errore, per amore dei figli e della famiglia, per non rovinare l’equilibrio famigliare (credo che il titolo parli anche di questo, non solo del suo barcamenarsi), quest’uomo ha rinunciato a molto. Negarsi un pacchetto di sigarette per far andare il figlio sui gonfiabili, come dici tu, è un atto egoista, ma necessario: per quanto ami i figli (i suoi salti mortali economici sono legati al loro sostentamento), quest’uomo ha il diritto di mantenere la sua identità di (appunto) uomo. Non è “solo” un padre.
    (parlo, cinicamente, da persona non coinvolta in dinamiche di questo tipo: sia chiaro che, con queste riflessioni, non voglio assolutamente mancare di rispetto a chi, invece, lo è)

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