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Recensione su Gli aristogatti

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Capolavoro / 7 luglio 2011 in Gli aristogatti

Penso gli aristogatti rientri nel gruppo dei capolavori. E’ il primo cartone che mi ricordo di aver visto e forse questo falsa un po’ il mio giudizio. Ma l’ho rivisto molte volte e sempre mi e’ piaciuto.
I personaggi: sono tutti riusciti. Romeo, simpaticissimo, Duchessa, dolce ma decisa, i gattini. Il topo Groviera che dopo aver detto:”In una notte cosi’ ti puo’ succedere di tutto, essere spazzato in una fogna, colpito da un fulmine” si mette cappello e mantellina ed esce in cerca dei gattini. E che dire di Edgard? fantastico. Cattivo improbabile.
La trama: semplice ma per questo piacevole. Un po’ datata forse la morale per cui il gatto di strada si fa una famiglia (“e piu’ numerosa e’ meglio e'”), compensata pero’ dall’ospizio per gatti randagi dove si suona il jazz
Le musiche: indimenticabile tutti quanti voglion fare il jazz
La realizzazione: un disegno bellissimo, con sfondi un po’ sfumati all’impressionista. Gli animali molto ben fatti e gli umano ancor di piu’. Edgard fantastico ogni espressione, ogni movimento e’ perfetto. Si notano alcune animazioni ripetute, ma non appesantiscono il film.
Il doppiaggio: una nota di merito a parte per il doppiaggio. Il gatto irlandese diventa romano con la voce di Montagnani. Duchessa ha una voce stupenda, dolce, ma decisa. Il topo Roquefort diventa gruviera con la voce di Lionello. Un unico appunto la canzone Tutti quanti voglion fare il jazz in inglese si chiama everybody wants to be a cat, decisamente diverso e infatti nella scena finale tutti la cantano a parte i cani!

1 commento

  1. Stefania / 7 luglio 2011

    Quante belle curiosità! 😉
    (ho chiamato un mio gatto Romeo perché la sua camminata mi ricordava quella del gattone fulvo, eh eh!)
    L’unica cosa che non mi piace di questo film è la sequenza delle due oche: troppo fine a sé stessa. Per il resto… miao! 😀

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