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Recensione su Giustizia privata

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Eh, il Gerard / 21 gennaio 2013 in Giustizia privata

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Parliamone sinceramente, ho avuto un attacco di caccarella nei primi 5 minuti.
Famigliola carina, lalalààà “papiiii, è pronta la cena!” e poi DLIN-DLOOONG: si apre la porta della fine del mondo. Ma poi veramente succede così, cioè veramente non si sa mai a chi si può aprire la porta e poi in America non stanno, veramente, molto bene.
Lui vuole solo una cosa, giustizia, e se la giustizia non fa il suo corso uno cosa fa? Si fa giustizia da solo, compra capannoni, allestisce una sala delle torture e poi, dopo un bel po’ di escogitazione, va a prendere il vero cattivo, ma siamo sicuri che sia solo lui il cattivo?
E come vanno puniti i cattivi? Facendone spezzatino, che domande.
Commesso il delitto, viene trovato e portato davanti un giudice e lui, non vuole avvocati, lui, si difende da solo, e riesce pure a spuntarla! e cosa fa ordunque? Inveisce contro il giudice facendo vedere come, un assassino come lui, possa comunque scappare alla giustizia! Allora viene rinchiuso, ma lui uccide una persona con l’osso di una braciola -si dice che troppa carne uccida ma, usare l’osso come un coltellino? Tanto di cappello alla crudeltà del Gerard-
Comunque è una continua uccisione di innocenti solo perchè l’avvocato, a cui si era rivolto, non ha mantenuto la parola (me cojoni).
Cruento, l’ho visto in spagnolo una sera in cui tutti i coinquilini erano tornati a casa, superfluo dire che ho chiuso con tutte le mandate possibili la porta. 🙂

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