Recensione su Girl

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In lotta contro il proprio corpo / 9 Ottobre 2019 in Girl

Girl parte lentamente – forse troppo – con una prima metà in cui la protagonista Lara sembra incontrare la generale acccettazione della sua identità da parte dell’ambiente che la circonda, senza troppe resistenze. Qui lo stile è quasi documentaristico, e probabilmente qualche spettatore si sarà chiesto quale fosse l’intenzione degli autori; limare una quindicina di minuti non sarebbe stata una cattiva idea, a mio parere. La risposta è nella seconda metà: dopo un episodio sgradevole la vicenda accelera man mano, fino a precipitare nel finale drammatico. La lotta di Lara contro il proprio corpo è estenuante, e non ci vengono risparmiati i dettagli più crudi, ma sempre senza nessuna gratuità.
Victor Polster, all’esordio, dà una prova molto convincente, anche se ovviamente sarebbe stato preferibile avere una protagonista realmente transessuale; una nota di merito anche ad Arieh Worthalter, che riesce a rendere un padre quasi ideale eppure realistico. Peccato che il finale troppo drammatico renda problematica la presentazione del film nelle scuole, dove potrebbe servire a introdurre il tema dei rapporti tra i giovani transessuali e i compagni di studio.
Piccola curiosità: il nome originario di Lara, pronunciato una volta dal fratellino in uno scatto d’ira, è lo stesso dell’attore protagonista, Victor.

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