Recensione su Gianni e le donne

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Donne. Du-du-du. / 16 Febbraio 2014 in Gianni e le donne

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Gianni Di Gregorio si conferma un discreto, sensibile ed arguto narratore: avevo apprezzato moltissimo Pranzo di Ferragosto e questo suo secondo lavoro da regista è una valida conferma della sua capacità di trattare con deliziosa e ponderata partecipazione temi difficilmente affrontati dalla cinematografia nazionale, come quello della vecchiaia e della solitudine.
Il protagonista del film è un uomo, di fondo, incompreso che non riesce a sentirsi pienamente apprezzato e che, puntualmente, subisce le più o meno blande angherie di chi sa che può approfittarsi di lui. Si trova in un’età di mezzo, contraltare pressoché simmetrico della pubertà: ma laddove il tempo è complice e foriero di novità legate alla crescita, nel suo caso l’avanzare dei giorni (uguali ai giorni) comporta solo un progressivo decadimento, una sempre maggiore limitazione degli orizzonti e delle possibilità di espressione personale.
L’acquiescenza finale di Gianni è rappresentata con tatto e delicatezza, ma ha il sapore, amarissimo, dell’abbandono.

Inaspettati ed apprezzatissimi nientemeno che i Pixies, at the end.

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