7 Recensioni su

Gianni e le donne

/ 20116.350 voti

Donne. Du-du-du. / 16 Febbraio 2014 in Gianni e le donne

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Gianni Di Gregorio si conferma un discreto, sensibile ed arguto narratore: avevo apprezzato moltissimo Pranzo di Ferragosto e questo suo secondo lavoro da regista è una valida conferma della sua capacità di trattare con deliziosa e ponderata partecipazione temi difficilmente affrontati dalla cinematografia nazionale, come quello della vecchiaia e della solitudine.
Il protagonista del film è un uomo, di fondo, incompreso che non riesce a sentirsi pienamente apprezzato e che, puntualmente, subisce le più o meno blande angherie di chi sa che può approfittarsi di lui. Si trova in un’età di mezzo, contraltare pressoché simmetrico della pubertà: ma laddove il tempo è complice e foriero di novità legate alla crescita, nel suo caso l’avanzare dei giorni (uguali ai giorni) comporta solo un progressivo decadimento, una sempre maggiore limitazione degli orizzonti e delle possibilità di espressione personale.
L’acquiescenza finale di Gianni è rappresentata con tatto e delicatezza, ma ha il sapore, amarissimo, dell’abbandono.

Inaspettati ed apprezzatissimi nientemeno che i Pixies, at the end.

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1 Marzo 2013 in Gianni e le donne

Vado contro corrente ma questo film mi ha veramente annoiato.
Molta malinconia di Gianni, pensionato, che non riesce ad uscire dalla sua vita che gli sta decisamente stretta.
Ma non ho trovato nulla di interessante e particolare.
Bah…
Bocciato…
Ad maiora!

19 Dicembre 2012 in Gianni e le donne

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Chiunque avesse visto il molto bello assai Pranzo di ferragosto non poteva fare a meno di mettersi a cercare questo secondo film di Di Gregorio, simpatico sessantenne che di solito fa l’aiuto regista e sceneggiatore di Garrone et alia, ma nei film suoi propri mette uno stile del tutto personale e riconoscibile. Gianni è uno sfaccendato che vive, in una calda estate romana, circondato da donne che lo angustiano, la vecchia madre, che lo opprime, chiede sempre favori e non sgancia mai, la moglie (ma vivono in stanze separate), la figlia che litiga sempre con fidanzato (che lui si trova puntualmente in casa) ecc. Ha una specie di crisi dei 60, e cerca in tutti i modi di trovarsi un amante. L’intero film è fatto di Gianni che vede forme prorompenti della fruttivendola e cose così, che ci prova maldestramente con la badante della madre, con la fidanzata delle medie, con chiunque, finendo sempre in bianco, per colpe sue o del destino o n’importe quoi. Detto così sembra altro ma è uno sguardo che riesce ad essere sia malinconico sia ironico sul tentativo di rinverdire i fasti di una giovinezza che se ne è andata. E a me ancora più mette tristezza perché anch’io mi innamora 30 volte anche solo a guardarle di 30 ragazze, basta percorrere tutta via Roma, e poi resto sempre in bianco.
Il tutto detto di un film che non pretende di essere nulla di che, se non grazioso e garbato e tendente al sorriso, però triste.

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24 Ottobre 2012 in Gianni e le donne

Spicca questo Gianni, dolce ed educato – quasi un uomo d’altri tempi – in mezzo alle tante donne che lo circondano , comprese le amiche di poker “bevazzone” della madre, rompipalle come poche proprio perchè sa di poter contare sull’infinita pazienza del figlio, uomo forse un po’ solo e servizievole con tutti.
Personaggio che mi ha ispirato tanta tenerezza.
Film molto molto molto carino.

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Inno alle donne / 4 Maggio 2012 in Gianni e le donne

Divertente commedia dolce-amara che racconta la storia di un sessantenne che scopre che tutti i suoi coetanei hanno l’amante. Così si ritrova circondato da tante donne, fra cui la madre novantenne onnipresente e appassionata di poker (interpretata da una bravissima Valeria De Franciscis, classe 1915), l’ex moglie con cui convive, la figlia (in perenne contrasto con il fidanzato – che nel finale sembra quasi dimostrarsi più maturo del suocero), la vicina di casa, la vecchia amica rincontrata dopo parecchi anni….
Insomma un bel film in cui il regista, nonché protagonista, esalta la figura femminile.
Continuo a non capire certi voti dati con leggerezza (come i 4) e come avevo già detto per altri film, sarebbe bello leggere in una recensione le motivazioni di questi voti! Bah!

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Un pò di soldini! / 10 Giugno 2011 in Gianni e le donne

Finalmente un film italaino divertente ma non banale, cinico e bruciante, ma anche sottile e ricco di humor. Capace di prendersi in giro e di colpire soprattutto la lunga schiera di donne protagoniste del fim, Gianni rivela un animo sensibile e gentile, è un signore che soffre in silenzio, sopraffatto da amici in cerca di una seconda giovinezza, vecchietti arrapati, una moglie assente ed una figlia teenager con fidanzato perennemente svogliato ed una madre diabolicamente rompiscatole (Eccellente!) con tanto di amiche del poker. Le donne ruotano intorno al protagonista in tutte le loro forme per tutto il film senza dargli treguae sempre tenendolo sospeso. Sono tutte protagoniste e tutte colpite dall’acre vena critica di Gianni, che in fondo è un uomo normale, forse un pò anacronistico.
Un film piacevole, che ha il ritmo del protagonista e che fa sorridere anche chi quel periodo della maturità lo sta vivendo.

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dell’egoismo / 7 Marzo 2011 in Gianni e le donne

Di Gregorio non si smentisce, in questo omaggio al femminile non perde il suo sguardo critico e inappagato. Gianni è contornato da donne, la madre tirannica, l’ex moglie con la quale convive, la figlia, la vicina, tutte indaffarate e sempre di corsa, mentre lui, pensionato per forza, subisce il turbine delle loro vite.
Anche l’amico, il classico italiota inseguigonnelle, lo catapulta a pensare sempre e solo alle donne, magari in maniera più spiccia e concreta di quanto lui non faccia. Perché Gianni è un uomo gentile con i tempi dilatati, ammaliato dalla femminilità, quasi soggiogato da essa. Lo seguiamo accorrere alle bizze materne, seguire gli ordini domestici della moglie, assecondare le decisioni amorose e festaiole della figlia, fare piccole faccende per la vicina e poi cercare un incontro che sia o occasionale, le gemelle che però sono di passaggio, oppure trovato nei meandri del passato, l’amica di gioventù che si ritrova libera, ma stracolma di interessi o il primo filarino scolastico che deve partire all’alba per Parigi.
E intanto però la sua pensione evapora solo se si permette un nuovo vestito, i conti non tornano, la madre ne giudica l’insuccesso finanziario e lui sembra davvero perfetto solo in coppia con il ragazzo della figlia, uno di quei giovani che non studiano e non lavorano, “con i tempi di oggi”, il cui interesse è solo la musica e che verrà mollato di lì a breve.

Divertente e caustico, non risparmia nessuno, cattivello in modo sottile con tutti, con se stesso in primis e le sue debolezze mediocri, ma anche con il mondo accelerato delle sue donne che nulla in fondo vedono, se non se stesse: i suoi sono film che guardano agli egoismi degli individui, avviluppati spesso attorno al denaro

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