Ghostland - La casa delle bambole

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Ghostland - La casa delle bambole

Pauline eredita da una zia una grande casa e vi si trasferisce con le due figlie, Beth e Vera.Nel corso della prima sera nella nuova casa, la famiglia viene aggredita da due criminali, ma Pauline riesce a salvare le figlie. Le due ragazze reagiscono in maniera diversa al drammatico evento: Beth diventa una scrittrice di romanzi horror e lascia la casa, mentre Vera diventa paranoica e rimane a vivere con la madre. Sedici anni dopo, Beth torna a casa da Vera e Pauline, ma iniziano a verificarsi strani eventi.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Ghostland
Attori principali: Crystal ReedMylène FarmerAnastasia PhillipsEmilia JonesTaylor HicksonRob Archer, Adam Hurtig, Alicia Johnston, Erik Athavale, Kevin Power, Mariam Bernstein, Ernesto Griffith, Denis Cozzi, Sharon Bajer, Tony Braga, Paul Titley, Gordon Tanner, Paolo Bryant, Gas Attendant, Suzanne Pringle, Malick Laugier, Angela Asher
Regia: Pascal Laugier
Sceneggiatura/Autore: Pascal Laugier
Colonna sonora: Georges Boukoff, Todd Bryanton, Anthony d'Amario, Edouard Rigaudière
Costumi: Brenda Shenher
Produttore: Ian Dimerman, Scott Kennedy, Jean-Charles Levy, Nicolas Manuel, Grégoire Melin, Clément Miserez, Brendon Sawatzky, Sami Tesfazghi, Matthieu Warter
Produzione: Canada, Francia
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Durata: 91 minuti

Horror particolare ma dal trailer sembrava meglio / 22 Dicembre 2018 in Ghostland - La casa delle bambole

Horror psicologico molto particolare questo di Pascal Laugier (che io avevo già apprezzato con “I bambini di Cold Rock”), un film freddo, distaccato, sconvolgente e dall’ atmosfera inquietante(una casa isolata da tutto è piena di spaventose bambole e un orrendo stile retrò) che colpisce allo stomaco.
Un film che ricorda “non aprite quella porta” e “The strangers” con chiari riferimenti alle opere lovercraftiane.
A me è piaciuto anche se mi rendo conto che dal trailer ci si aspetta molto di più.

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Inquietante! / 19 Dicembre 2018 in Ghostland - La casa delle bambole

Non siamo ai livelli disturbanti di “Martyrs”, che senza dubbio è l’opera migliore del regista, ma questo film lascia comunque un senso di rabbia, di fastidio, e la storia mette un’inquietante soggezione!
Non male lo stesso. 6.

TU MI FAI GIRAR, TU MI FAI GIRAR… / 16 Dicembre 2018 in Ghostland - La casa delle bambole

Premessa. Mi riservo il diritto di rivalutare il film ad una seconda visione, in quanto la prima è stata inficiata da un pubblico composto sfortunatamente da una cinquantina di brufolosi comici falliti, tipo zelig circus, che gridavano le loro lapidarie battute allo schermo, delocalizzando per un ora e mezza il punto più freddo dell’universo dalla nebulosa di Boomerang al mio posto in sala.

Ciò detto veniamo al film. Pascal Laugier dopo tre film horror dall’andamento altalenante, decide a distanza di ben quattro anni di riprovarci, diventando a tutti gli effetti un affermato regista di genere.
“La casa delle bambole” è un horror alquanto bizzarro che vive di contraddizioni.
Un film che cita la qualunque. C’è un po’ di “non aprite quella porta” un po’ di “dolls”, un po’ di “le colline hanno gli occhi” ma tutto sottotraccia, senza essere mai troppo sfacciati.
Molti passaggi sono telefonati, i colpi di scena facilmente decifrabili da chiunque abbia visto almeno una puntata dell’albero azzurro, e quasi nulla di quello che si vede vi sembrerà del tutto fresco. Nonostante questo il film funziona e si lascia guardare volentieri. Come mai? Semplicemente perché è ben ritmato, il montaggio è molto interessante, la recitazione è buona e la mano del regista riconoscibile.

La regia è un nodo fondamentale. Questo film vive di regia dal primo all’ultimo minuto. Perché Laugier decide di accantonare l’horror intellettuale e mette in scena un film vedibile e veNdibile senza però tradire se stesso. Meno intellettuale e meno crudo di Martyrs, che con tutta probabilità resterà il suo film manifesto fino alla fine dei suoi giorni, ma questo “ghostland- la casa delle bambole” al momento si piazza subito a ruota all’interno della sua ancora esigua filmografia.

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