Recensione su Ghostbusters - Legacy

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Ghostbusters 3…mito diventato realtà / 25 Novembre 2021 in Ghostbusters - Legacy

Dopo 32 anni finalmente Ghostbusters 3 è realtà ed è stato realizzato forse nell’unico modo possibile per renderlo un degno sequel diretto della saga. Dopo Ghostbusters 2 del 1989, per anni si aveva in mente un terzo capitolo che poi col passare del tempo è rimasto solo un mito, fino alla morte di Ramis che sembrava aver sancito la fine definitiva del franchise. Nel 2016 poi venne realizzata una pellicola reboot di cattivo gusto al femminile, che definire un insulto al brand è dire poco, ma che alla fine ha avuto il merito di far riflettere. Ghostbusters non meritava una simile umiliazione, e questo episodio ha portato Jason Reitman, figlio del regista dei primi due capitoli di Ghostbusters, fan cresciuto sui set, comparendo in un cameo del secondo capitolo, ad interessarsi nel realizzare una pellicola degna del nome che porta. Il film ne è la prova, riuscendo ad omaggiare ed allo stesso tempo continuare in maniera credibile il filone narrativo dei capitoli originali. Il ritmo della pellicola non è sempre ottimale, qualche scena risulta un po superflua ed infine presenta alcuni dei difetti che già avevano colpito Ghostbusters 2, ossia cercare di replicare lo stesso schema visto nel primo film originale. Anche la sceneggiatura in alcuni punti non è del tutto esente da difetti, sia a livello di trama sia a livello di humor. Nel complesso però il film raggiunge il miglior risultato possibile, riuscendo a riprendere un filone narrativo fermo da 32 anni, legando elementi di trama in modo credibile e gestendo nel migliore dei modi la scomparsa di uno dei protagonisti del cast principale. Il film riesce ad essere in maniera emozionante anche un omaggio ad Harold Ramis, co sceneggiatore e storico interprete di Egon Spengler. Tenendo conto delle difficoltà nel gestire un sequel diretto di una saga ferma dal 1989, Ghostbusters 3 (lo chiamo così senza dover citare variazioni strane al sottotitolo originale) è senza dubbio un sequel degno e sufficiente, godibile ed emozionante. Un plauso al regista Jason Reitman, che dirige col cuore, ed al cast storico per quanto fatto con questa pellicola.

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