Recensione su Il gioco di Gerald

/ 20176.079 voti

Mind Games / 30 settembre 2017 in Il gioco di Gerald

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Thriller psicologico ambientato pressoché esclusivamente in una sola stanza. Per estensione, la mente della protagonista è un secondo locale, potenzialmente ampliabile all’infinito, senza limiti fisici, ma ben più claustrofobico di uno spazio architettonicamente definito come quello della sua camera da letto (invero particolarmente affollata).

Brava a sufficienza la Gugino, che regge il gioco (di Gerald e di King, oh oh oh) praticamente da sola, offrendosi efficacemente al pubblico in due versioni, semi-fatale e disfatta.

Resta il fatto che, a fronte di una confezione ordinata (anzi, forse proprio per via di essa), il film risulta abbastanza noioso e prevedibile se non negli specifici dettagli, perlomeno negli sviluppi. Il MacGuffin conclusivo, in realtà, è abbastanza inaspettato, ma la sua risoluzione è tanto repentina da risultare poco godibile.

Non ho letto il romanzo di King da cui il film è tratto, quindi non so se questa accelerazione conclusiva e i riferimenti ad altri lavori del “Re” siano presenti nel libro o se siano stati inseriti appositamente nel film. Certo è che di citazioni e controcitazioni ce ne sono tante, da Cujo a Dolores Claiborne, passando per Cose preziose, a ricordarci che, a dispetto di quest’ambientazione extra-Maine (la storia si svolge in Louisiana), l’universo king-iano è circoscritto e ricorrente e si estende divertito ad altri medium.

3 commenti

  1. azz1970 / 17 ottobre 2017

    Neanch’io ho letto il libro, ma a sentire gli appassionati di King sembra che infarcire di riferimenti ad altri racconti un romanzo sia un vezzo usuale per il Re.

    • Stefania / 18 ottobre 2017

      @azz1970: altroché 🙂 Giusto per farti un esempio recente, in 22.11.63 (magari, l’hai già letto e ti dico cose note) il protagonista, che viaggia nel tempo, arriva a Derry, la cittadina di IT, poco tempo dopo il passaggio del clown Pennywise e sente che in quel posto aleggia il Male: King dedica almeno una decina di pagine a una specie di analisi di questa sensazione.

  2. azz1970 / 1 novembre 2017

    No, non l’ho letto, ho visto solo la miniserie. In generale non sono un grande lettore di King. Di lui ho letto soprattutto racconti.

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